Orvieto città ideale. Torna spontanea la parafrasi del concetto rinascimentale del classico borgo italiano come centro collettore di idee e fucina dove queste idee vengono messe in pratica. In occasione della Giornata mondiale della creatività e dell’innovazione, la città umbra ospita “Futuro Prossimo”, un importante convegno dedicato a come l’innovazione trasformerà radicalmente le nostre vite.

«L’iniziativa nasce nell’alveo istituzionale della Struttura Commissariale Area Sisma con l’obiettivo di promuovere e incentivare l’animazione economica dei territori che coinvolgono Lazio, Abruzzo, Marche e Umbria in una logica di collaborazione e complementarietà», spiega Guido Castelli, senatore e Commissario straordinario Area sisma. Colpita dal terremoto nel 2016 e dopo un significativo percorso di ricostruzione, per Orvieto, ma più in generale per tutta l’Umbria, è giunto il momento di passare a una fase 2. «C’è un patrimonio immobiliare di rara bellezza che abbiamo contribuito e stiamo contribuendo a ripristinare», spiega ancora Castelli, che interverrà oggi nella seconda sessione del dibattito, moderato dal direttore del Riformista, Claudio Velardi. «Abbiamo il dovere di mettere a disposizione questi spazi a chi intende sviluppare aziende, indipendentemente dal fatto che sia italiano o provenga da Paesi esteri».

Spesso, il dramma delle vittime e delle case crollate fa dimenticare la distruzione economica cui viene condannato un territorio colpito da un sisma. È comprensibile, ma non giustificabile. Il post-terremoto deve ruotare infatti intorno al rilancio produttivo delle città colpite. Castelli parla di «borgo dell’innovazione», un progetto su cui la Struttura commissariale sta lavorando, con l’obiettivo di ribaltare radicalmente la condizione di tutte le aree interne all’Appennino centrale. «Due anni fa ci siamo incontrati e abbiamo preso coscienza di una realtà che era evidente a tutti: le nostre strutture, prese singolarmente, erano troppo piccole per ottenere il giusto riconoscimento a livello nazionale e internazionale», spiega Giorgio Guidi, presidente dell’associazione “In Centro”. «Da qui è nata la scelta di unirci, superando anche alcune naturali ritrosie territoriali».

Nelle intenzioni del commissario Castelli, «è necessario introdurre una nuova forma di ospitalità. Riservata a chi vuole scegliere l’Italia per fare impresa e per innovare». Fare impresa innovativa in Italia, affiancarsi alle realtà produttive già radicate nel Paese e note a livello internazionale, per creare così un clima di contaminazione. I nuovi progetti e i brand consolidati devono affrontare insieme sfide e occasioni. Il paradigma che parte da Orvieto è esportabile altrove, in altri territori anch’essi vittime di un processo di deindustrializzazione. Il terremoto è un capitolo tragico, sì, al quale bisogna scrivere la parola “fine”. La sua prosecuzione è infatti la dimenticanza. Condizione in cui Orvieto non ha la minima intenzione di scadere.

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Antonio Picasso, giornalista e consulente di comunicazione. Ha iniziato a scrivere di economia, per poi passare ai reportage di guerra in Medio Oriente e Asia centrale. È passato poi alla comunicazione d’impresa e istituzionale. Ora, è tornato al giornalismo. Scrive per il Riformista ed è autore del podcast “Eurovision”. Ha scritto “Il Medio Oriente cristiano” (Cooper, 2010), “Il grande banchetto” (Paesi edizioni, 2023), “La diplomazia della rissa” (Franco Angeli, 2025).