La sua chioma rossa l’ha contraddistinta per tutta la sua carriera artistica. Milva, all’anagrafe Ilvia Maria Biolcati, si è spenta a 82 anni a Milano nella sua casa di via Serbelloni. Con lei per l’ultimo saluto la fida segretaria Edith e l’affetto incondizionato della figlia, Martina Corgnati, critica d’arte.

Attrice, cantante e sofisticata interprete della canzone italiana e internazionale aveva lasciato le scene nel 2010. “Dopo cinquantadue anni di ininterrotta attività, migliaia di concerti e spettacoli teatrali sui palcoscenici di una buona metà del pianeta, dopo un centinaio di album incisi in almeno sette lingue diverse, ho deciso di mettere un punto fermo alla mia carriera (…) che credo grande e unica, non solo come cantante ma come attrice ed esecutrice musicale e teatrale (….). Ho deciso di abbandonare definitivamente le scene e fare un passo indietro”, aveva scritto su Facebook.

La sua è stata una carriera ricca di soddisfazioni e successi. È stata interprete prediletta di autori, registi e compositori come Giorgio Strehler e Astor Piazzolla, Franco Battiato e Vangelis, Luciano Berio ed Ennio Morricone, si è divisa tra musica e teatro.

È stata protagonista della musica italiana degli anni sessanta insieme a Mina e Ornella Vanoni. La sua è stata una carriera poliedrica non solo per la sua presenza in teatro. La sua musica ha attraversato vari generi: pop a Sanremo, dove è stata in gara 15 volte, interprete di canti della Resistenza come Bella Ciao e con la Deutsche Oper di Berlino con cui si esibì ne “I sette peccati capitali” di Brecht e Weill e infine conduttrice di Al Paradise il varietà del sabato sera.

“La pantera di Goro”, così era soprannominata, per essere nata in quella cittadina della provincia di Ferrara, il 17 luglio 1939. Magra, longilinea da sempre, approda per la prima volta a 22 anni a Sanremo con “Il mare nel cassetto” con cui si qualifica terza. Quello stesso anno debutta nel cinema (La bellezza d’Ippolita accanto a Gina Lollobrigida) e sposa Maurizio Corgnati regista televisivo, intellettuale, parecchio più anziano, un pigmalione che avrà su Milva una influenza importante, come non accadrà, dopo la separazione, con altri compagni, gli attori Mario Piave e Luigi Pistilli, il filosofo Massimo Gallerani.

Memorabile anche il suo impegno civico. È stata tra le prime donne in Italia a parlare e denunciare con coraggio la violenza sulle donne. Brani come Sono felice o Uomini addosso, sono un grido contro la violenza contro le donne e il canto della femminilità negata. Milva lascia un’eredita non solo artistica ma anche culturale, che ha lasciato traccia indelebile nella storia italiana.

Giornalista professionista e videomaker, ha iniziato nel 2006 a scrivere su varie testate nazionali e locali occupandosi di cronaca, cultura e tecnologia. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Tra le varie testate con cui ha collaborato il Roma, l’agenzia di stampa AdnKronos, Repubblica.it, l’agenzia di stampa OmniNapoli, Canale 21 e Il Mattino di Napoli. Orgogliosamente napoletana, si occupa per lo più video e videoreportage. E’ autrice del documentario “Lo Sfizzicariello – storie di riscatto dal disagio mentale”, menzione speciale al Napoli Film Festival.