Maria Edgarda ‘Eddi’ Marcucci per lo Stato italiano resta un soggetto pericoloso che merita la sorveglianza speciale. È l’incredibile decisione arrivata dalla Corte d’Appello di Torino che ha confermato l’applicazione della misura nei confronti della 28enne militante del centro sociale Askatasuna e del Movimento No Tav che aveva combattuto nelle file dell’esercito curdo, le Ypj, contro l’Isis.

La Corte ha così accolto la richiesta del sostituto procuratore generale Giancarlo Avenati Bassi, che a sua volta aveva chiesto la conferma di quanto richiesto in primo grado dal pm Manuela Predotto. Stando alla procura torinese infatti Eddi avrebbe “una spiccata inclinazione alla violenza e all’uso delle armi” avendo combattuto in Siria nel 2017 contro l’Isis al fianco delle milizie popolari Ypg.

Una sentenza commentata duramente dai Comitati torinesi in sostegno dell’Amministrazione autonoma della Siria del Nord Est: “Il tribunale non ha rispetto per le cadute e i caduti nei cinque anni di guerra contro lo stato islamico in Siria e per l’esercito dell’unità di protezione delle donne curde di cui ‘Eddi’ ha fatto parte e a cui la Città di Torino ha pochi giorni fa dedicato un giardino di fronte al cimitero Monumentale”.

Sul fronte politica solidarietà a Marcucci è stata espressa da Pippo Civati, che su Facebook ha definito la conferma della sorveglianza speciale “indegna di un paese civile, un paradosso dei tempi in cui viviamo, una grave sconfitta per lo Stato di diritto e per la città di Torino, condizionata nella opinione pubblica stessa da interessi indicibili che però conoscono tutti”.

Redazione