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Elezioni Etiopia, plebiscito per Abiy Ahmed: i rapporti con l’Italia, il piano Mattei e la diga che fa infuriare l’Egitto
Le elezioni in Etiopia confermano l’enorme successo del Premier Abiy Ahmed e del suo Partito della Prosperità. I primi dati consegnando alla formazione del Primo ministro 460 seggi sui 547 disponibili alla Camera dei Rappresentanti del Popolo, il parlamento etiope.
Le votazioni erano partite con molte difficoltà, perché diverse aree della nazione africana restano piuttosto turbolente. Nella regione Amhara ed anche in quella abitata dagli Oromo, le milizie locali si sono scontrate con le truppe federali e alcuni seggi sono stati aperti con molto ritardo. Sembra che invece dal Tigray, teatro di oltre due anni di guerra, tutto abbia funzionato e le proiezioni fotografano un successo di Abiy Ahmed anche nelle zone meno vicine alla sua idea politica.
Al secondo posto con 7 parlamentari eletti si sarebbe piazzato il partito di riferimento del popolo Amhara, mentre al terzo posto è arrivato Ezema guidato da Berhanu Nega, attuale ministro dell’Educazione. Nonostante lo spoglio proceda molto lentamente la vittoria dell’attuale capo di Stato era ampiamente prevista. Abiy Ahmed, che ha dato una svolta autoritaria al suo governo, si confermerebbe così l’uomo forte di Addis Abeba e rilancerebbe anche la sua proiezione internazionale.
L’Etiopia è coinvolta fin dall’inizio nel Piano Mattei per l’Africa del governo Meloni, che vanta anche un’amicizia personale con il premier etiope. L’Italia è da sempre un partner commerciale privilegiato della grande nazione nel Corno d’Africa, che ha un peso geopolitico enorme per gli equilibri di una delle zone più delicate del continente africano. Addis Abeba, con la costruzione della Gerd (Grand Ethiopian Renaissance Dam), ha realizzato la più grande infrastruttura dell’Africa orientale, ma ha scatenato le ire del Sudan e soprattutto dell’Egitto.
Grazie a questa diga infatti l’Etiopia può sfruttare al massimo le acque del Nilo creando moltissima energia idroelettrica per il fabbisogno nazionale e anche per essere venduto all’estero. La riduzione della portata delle acque del più grande fiume del mondo rappresenta però un enorme problema per le economie di Sudan ed Egitto, Il Cairo, nella sua storia, ha basato la sua intera civiltà sul Nilo e non può accettare che l’Etiopia ne sfrutti le potenzialità a sue spese. L’Egitto ha minacciato più volte l’Etiopia, anche di intervenire militarmente per risolvere il problema, e contemporaneamente ha preso la decisione di appoggiare la Somalia in funzione anti Addis Abeba, ma oggi il Primo ministro Abiy Ahmed appare ancora più forte.
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