Stop agli sfratti per i prossimi cinque mesi. Il presidente del Tribunale di Napoli Elisabetta Garzo ha disposto il rinvio di tutte le udienze di convalida di sfratto e di licenza per finita locazione fino al 30 agosto prossimo. Una decisione maturata in considerazione del particolare momento che stiamo vivendo a causa della pandemia da Covid-19 e che è destinata a incidere su un duplice piano. Imporre un temporaneo stop alle udienze serve a sospendere il flusso di utenti in Tribunale nel rispetto delle misure di contenimento indicate dal governo per scongiurare occasioni di nuovi contagi, ma finisce anche con l’incidere temporaneamente sugli effetti economici e sociali causati dall’emergenza sanitaria da Coronavirus.

Questi cinque mesi di stop diventano quindi una boccata di ossigeno per chi si trova in condizioni di emergenza abitativa o di difficoltà aziendali, per le famiglie che non ce la fanno ad arrivare a fine mese e per i commercianti che non riescono a pagare i canoni per l’affitto dei locali. E tra Napoli e provincia sono in tanti. Quella delle locazioni è infatti una delle materie più diffuse nei contenziosi civili al Tribunale di Napoli.  Secondo l’ultimo bilancio sulla giustizia napoletana, le cause in fatto di locazione e comodato di immobili urbani o affitto di azienda sono le più numerose dopo quelle in materia di lavoro.

Nell’ultimo anno, a Palazzo di Giustizia, si sono definite 434 cause civili per sfratti e cessate locazioni e si sono registrati 364 nuovi procedimenti. Il 2020 si è aperto con un totale di 832 contenziosi pendenti. Le udienze, per il momento, sono dunque sospese fino al 30 agosto, poi se ne riparlerà. Fino al 30 giugno sono sospese le esecuzioni degli sfratti per i quali c’è già stata una pronuncia decisiva del giudice. Sono termini che concedono mesi di stop in tema di case e alloggi, consentendo di tamponare momentaneamente una delle emorragie inevitabilmente provocate dalla pandemia da Covid-19.

“La sospensione degli sfratti è una misura che sicuramente aiuta tante famiglie che sono in difficoltà in questo momento: parliamo di chi non ha più un lavoro oppure sta percependo un reddito ridotto a causa della crisi causata dalla pandemia – commenta Antonio Giordano, presidente del Sindacato unitario nazionale inquilini e assegnatari – Positiva anche la sospensione delle udienze civili. Peccato che non siano misure risolutive”. Il problema è ben più complesso. “Bisogna pensare – aggiunge Giordano – alle ricadute di questa crisi sul settore immobiliare: saranno pesantissime. Per questo è necessario l’intervento del governo per garantire un maggiore accesso al fondo affitti e una maggiore sburocratizzazione”.

Il dialogo del sindacato con esponenti del governo è aperto e in corso.  Si valutano interventi che possano sia tamponare gli effetti dell’emergenza economica e sociale sia tracciare la linea per il futuro quando, a pandemia risolta, bisognerà tirare le somme e ricostruire una ripresa in tutti i settori, compreso quello immobiliare.
È un discorso che riguarda una percentuale altissima di cittadini, famiglie e imprese, piccoli e grandi imprenditori. È un tema che coinvolge non soltanto gli inquilini ma anche i proprietari degli immobili. Sono questi ultimi, infatti, l’altro volto della crisi, l’altra parte in causa quando si parla di contenziosi in materia di locazione e diritti.

Il rinvio delle udienze con lo slittamento delle decisioni sugli sfratti di almeno cinque mesi è una notizia vissuta con apprensione: “Perché – spiega Luciano Schifone, presidente provinciale della Federazione nazionale proprietà edilizia – più che a grandi proprietari con grandi capitali ci troviamo di fronte a soggetti per i quali gli introiti della locazione costituiscono unica fonte di reddito. Per cui allungare i tempi, tra l’altro già lunghi, della giustizia può diventare un disagio”.