«In considerazione dell’elevato stato di promiscuità che caratterizza la vita negli istituti penitenziari, cronicamente sovraffollati, e del conseguente pericolo di diffusione del contagio da Coronavirus, scrivo per sottolineare la necessità eminente di inserire la popolazione carceraria tra le categorie che dovranno ricevere per prime il vaccino». È la richiesta contenuta della lettera firmata dal presidente della onlus Carcere Possibile, Annamaria Ziccardi, e indirizzata al Ministro della Salute Roberto Speranza, al governatore della Campania Vincenzo De Luca, al commissario straordinario per la gestione dell’emergenza epidemiologica Domenico Arcuri, al guardasigilli Alfonso Bonafede e al capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria Bernardo Petralia.

Il virus è entrato da mesi dietro le sbarre e la sua avanzata non pare arrestarsi. Nonostante ciò i detenuti non sono contemplati nel piano di vaccinazione. Dall’inizio della pandemia a oggi, in Campania sono stati registrati più di 600 casi di Covid tra i reclusi, solo 6.022 i tamponi eseguiti tra Secondigliano e Poggioreale dove le persone in cella ammontano rispettivamente a 1.147 e 2.019. I detenuti morti di Covid sono stati quattro. Tra gli agenti di polizia penitenziaria, invece, ci sono stati più di 800 contagiati e una vittima, mentre tra gli operatori sanitari (medici, infermieri, operatori socio-sanitari), si è registrato un solo morto a fronte di decine di casi di infezione. Sono questi i dati raccolti dal garante campano dei detenuti Samuele Ciambriello.

Attualmente in Campania ci sono attualmente i positivi sono 23: uno a Poggioreale, due a Santa Maria Capua Vetere e 19 a Secondigliano; a loro se ne aggiunge uno ricoverato al Cotugno. Inoltre ci sono circa 70 contagiati tra agenti di polizia penitenziaria e personale sanitario. Negli istituti di pena italiani, invece, sono circa 600 i detenuti positivi al virus e 652 i contagiati tra il personale dell’amministrazione penitenziaria. È notizia di questi giorni anche il focolaio scoppiato nel carcere romano di Rebibbia: sono 104 i detenuti positivi di cui cinque ricoverati in ospedale.

I numeri crescono e i reclusi non sembrano avere alcuna priorità, al contrario degli agenti della penitenziaria. «Incredibilmente – scrive Ziccardi – è stata predisposta la vaccinazione solo per il personale delle carceri. Il non aver attribuito alla vaccinazione dei detenuti alcuna priorità appare estremamente grave poiché è stato affermato che la vaccinazione è ispirata a principi di equità, reciprocità, legittimità, protezione e promozione della salute». Nulla da fare, quindi, per i reclusi, almeno per il momento: «In ragione di quanto esposto – conclude la Ziccardi – si invita alla modifica e implementazione del piano strategico dei vaccini. Implementazione improcrastinabile per i detenuti over 60. Ricordando che la popolazione carceraria è sotto la custodia dello Stato che ha l’obbligo di salvaguardarne l’integrità fisica con tutte le conseguenze che ne derivano in termini di responsabilità politica e giuridica».

Nata a Napoli il 28 settembre 1992, affascinata dal potere delle parole ha deciso, non senza incidenti di percorso, che sarebbero diventate il suo lavoro. Giornalista pubblicista segue con interesse i cambiamenti della città e i suoi protagonisti.