Sono sufficienti quindici giorni di isolamento dalla fine dei sintomi del Coronavirus per poter tornare a uscire di casa? La domanda se la sono posta ‘Le Iene’, il programma di Italia1, dopo la positività al Covid-19 di un loro collega, Alessandro Politi, risultato contagiato lo scorso 7 marzo.

A raccontare cos’è successo è lo stesso Politi. “Il 7 marzo mi sono svegliato con un forte mal di testa, febbre alta e un po’ di tosse”, racconta la Iena. “In quel momento non c’erano ancora i decreti di chiusura. Provo in tutti i modi a farmi fare un tampone, anche se non vogliono farmelo perché non ho una sintomatologia così grave. Comunque in ospedale spiego che sono un giornalista e sarei potuto entrare in contatto con tantissime persone”. Così arriva il via libera al tampone, che risulta positivo al Coronavirus.

Come spiega Politi, grazie alla tachipirina assunta la sera stessa, la febbre passa e dopo tre giorni tutti i sintomi vengono meno. “Se non avessi fatto il tampone, avrei pensato di avere un’influenza”, ammette lo stesso giornalista. Una volta trascorso il periodo di quarantena di due settimane, Politi deve quindi rifare il test perchè, per essere considerati guariti, servono due tamponi consecutivi negativi. “Io stavo bene, ma dopo 17 giorni ero ancora pienamente positivo”, spiega la Iena.

“Passano altri dieci giorni e il 3 aprile, cioè l’altro ieri, faccio un altro tampone”, racconta ancora Politi. “Ormai è quasi un mese che sono senza sintomi, ma l’esito è sempre lo stesso: pienamente positivo. Ho chiesto se è normale, i medici hanno ipotizzato che potrei aver preso una carica virale più aggressiva. Il mio corpo fortunatamente la sta gestendo bene ma ci vuole più tempo per debellarla”.

È quando si arriva a questo punto, con 30 giorni di positività senza sintomi, che sorge un dubbio legittimo. “Perché le istituzioni permettono a persone che hanno avuto i miei stessi sintomi di uscire di casa dopo 15 giorni senza aver ricevuto un tampone?”, si chiede infatti Politi. “Come si è deciso che i quindici giorni siano sufficienti, se io dopo trenta giorni sono ancora positivo? Non è che forse il contagio tarda a fermarsi anche per questo motivo?”, è l’interrogativo del giornalista de ‘Le Iene’.