Zangrillo non fa parte del Comitato Tecnico Scientifico perché non è di Roma e non lavora a Roma. Insomma: perché Alberto Zangrillo è primario di anestesia e rianimazione del San Raffaele, a Milano. E quindi per lui è più difficile far parte della squadra di super-esperti. Lo ha detto lo stesso diretto interessato, intervistato da Myrta Merlino, durante lo speciale di La7 sul ritorno a scuola, Notte prima degli esami.

Le parole del primario, alla domanda della giornalista: “Ho un ottimo rapporto con Sileri e con molti membri del Cts ma quando ci si allontana da Roma, ed è un’obiettività scientifica, è difficile farne parte. Però è importante che il Cts ci ascolti”. Proprio Pierpaolo Sileri, viceministro della Salute, ha infatti dichiarato come avesse proposto Zangrillo come componente del Cts “fin dall’inizio”.

Ma insomma: il Cts è un organo Roma-centrico, secondo Zangrillo. Il primario era stato molto criticato nei mesi scorsi per aver affermato che il coronavirus era “clinicamente scomparso”. Recentemente Zangrillo ha definito il suo un tono “stonato” ma non ha mai fatto marcia indietro sul contenuto delle sue dichiarazioni.

LA SCUOLA – “Alla platea di genitori dico che questo virus è più aggredibile, a questo dovrebbero credere tutti. Non si salvano solo il dottor Berlusconi o il signor Briatore: bisogna prendere in carico tutti i possibili malati del futuro”, ha detto Zangrillo a proposito del ritorno a scuola. Il primario è medico personale di Silvio Berlusconi, l’ex premier e leader di Forza Italia oggi dimesso dall’ospedale San Raffaele di Milano.

Sull’ipotesi di accorciare la quarantena, da 14 a 7 giorni, il primario ha espresso incertezza ma comunque una certa propensione per la riduzione: “La quarantena? Nessuno ha le idee chiare, nemmeno i francesi. Se riuscissimo a diminuire il periodo di quarantena sarebbe utile a tutti, esistono dati di persone che non si sono negativizzate a distanza di mesi”.