Giustizia
Il “depistante” Scarpinato non molla, bagarre 5Stelle-Fratelli d’Italia in aula
Luca Pirondini, capogruppo pentastellato al Senato, strappa la lettera di richiesta di dimissioni e mostra le foto di Colosimo con Ciavardini e Delmastro con Caroccia: “Vergognatevi”
Bagarre ieri in Senato sul caso Roberto Scarpinato, con il capogruppo del M5s Luca Pirondini che è arrivato a strappare la lettera firmata da Fratelli d’Italia con cui si chiedeva al Movimento di sostituire l’ex procuratore generale di Palermo dalla Commissione Antimafia. A far scattare la scintilla, la richiesta di archiviazione del gip di Caltanissetta Santi Bologna sul procedimento “mafia e appalti”, ed il ruolo avuto da Scarpinato nella vicenda, definito “depistante”. Pirondini ha accusato FdI di chiedere le dimissioni di “un eroe dell’antimafia” e ha mostrato in Aula una fotografia della presidente della Commissione Antimafia Chiara Colosimo con Luigi Ciavardini, condannato per la strage di Bologna, e una fotografia di Andrea Delmastro con Mauro Caroccia, che il senatore M5s ha definito “un prestanome della camorra”. “Vergognatevi!”, ha urlato Pirondini. E poi: “Quando parlate di Roberto Scarpinato sciacquatevi la bocca, perché non siete nemmeno degni di citarlo”.
Immediata la replica del centrodestra. “Io potrei citare una serie di fatti”, ha detto Maurizio Gasparri (FI), ricordando le critiche del procuratore di Caltanissetta Salvatore De Luca alle cosiddette “piste nere” e al modo di indagare sulle stragi, prima di tornare sull’inchiesta. “Scarpinato fece la parziale archiviazione di “mafia e appalti”, un grave errore”, ha ricordato Gasparri, citando anche i processi nei confronti dei generali dei carabinieri Mario Mori e Antonio Subranni e del colonnello Giuseppe De Donno. “Ha fatto il processo per anni e anni al generale Subranni, morto per le sofferenze di quel processo ingiusto, al generale Mori, al colonnello De Donno e ad altri; tutti assolti! Tutti assolti dopo decenni di persecuzione! Questo è l’eroe dell’antimafia o delle indagini sbagliate”, ha sottolineato Gasparri. E dopo essere stato nuovamente provocato sullo “sciacquatevi la bocca” di Pirondini, ha replicato polemico: “Avete ragione: quando si fanno certi nomi, come Scarpinato, bisogna sciacquarsi la bocca. Lo farò, a tutela della mia bocca”.
A difendere Scarpinato è quindi arrivato il Pd, con Walter Verini, capogruppo dem in Commissione Antimafia, che ha preso la parola dopo Gasparri. “Non esiste che qualcuno, qualche Gruppo o qualche parlamentare possa cacciare da una Commissione bicamerale un altro parlamentare: è una cosa incostituzionale”, ha affermato, precisando che il Pd non sta sostenendo automaticamente ogni comportamento di un magistrato: “Noi non siamo appiattiti, non difendiamo tutto quello che può aver fatto qualsiasi magistrato nella propria vita”. Ma, ha aggiunto, “pretendere di cacciare dalla Commissione parlamentare antimafia due persone che si chiamano Cafiero De Raho e Roberto Scarpinato, questa è una cosa che non esiste”, perché entrambi “hanno speso la vita contro le mafie”.
“Questa persona, non secondo Fratelli d’Italia ma secondo un giudice, nell’esercizio delle sue funzioni ha compiuto attività di depistaggio e di inquinamento delle prove sulle stragi di mafia contro Borsellino e Falcone”, sono state invece le parole di Galeazzo Bignami, capogruppo di FdI a Montecitorio, rivolgendosi direttamente ai 5 Stelle: “Portate rispetto per la magistratura”. “Se il Movimento 5 Stelle vuole essere, come si dimostra essere, strumento in mano a persone che vogliono depistare le indagini per l’attentato e la morte di Paolo Borsellino, faccia pure ma la Camera ed il Senato non possono permettersi di essere uno strumento in mano alla malavita organizzata”, ha aggiunto Bignami. In mattinata Scarpinato aveva annunciato una querela per diffamazione contro l’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro (FdI), che lo aveva accusato in una intervista di avere chiesto l’archiviazione del procedimento “mafia e appalti” proprio mentre Paolo Borsellino si stava interessando all’inchiesta, ricordando inoltre anche la successiva vendita di una casa di cui Scarpinato era comproprietario.
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