Caro Direttore,
a proposito di Cipro, di flotte e tanto altro vorrei ricordare ai distratti lettori della storia contemporanea che l’epilogo della epopea di Bragadin lì si conclude: a Cipro, a Famagosta (che non è una fermata della metropolitana di Milano, come Bragadin non è un intercalare veneto per chiamare una via che guarda le spalle alla cupola di San Pietro a Roma). Perché nasce tutto da quel sacrificio di circa mezzo millennio fa, la storia che ci è stata concessa e regalata oggi di quello che chiamiamo “Occidente”.

E proprio per questo se uno dovesse trovare un nome al nuovo scudo di Leonardo, anziché “Cupola di Michelangelo” – blasfemo per la migrazione di un simbolo religioso cattolico in guerra e di un artista che con le armi c’entrava come il sottoscritto con Vannacci – magari avrebbe senso chiamarlo “Bragadin”: impegnativo per l’eroismo ma di buon auspicio per l’efficacia storica.

Luca Josi

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