Irina viene dalla Romania, da anni lavora in Italia come badante e si sente una vera e propria “figlia adottiva” di Napoli. “Per questo non tollero che esista la camorra”, spiega agli inquirenti. Con il suo cellulare ha filmato un blitz che i Giuliano avevano compiuto in un palazzo in via Pace a Forcella, nel centro storico della città: i malviventi avevano preso di peso l’imprenditore che l’aveva acquistato per rimodernarlo e lo avevano gettato in strada, minacciandolo e intimando agli inquilini di pagare l’affitto al clan.

“Vennero in dieci – racconta – mi presero di peso e mi buttarono in strada. Dissero che questo palazzo è dei Giuliano, è sempre stato di loro appartenenza e che da, quel momento in poi, avrebbero riscosso il fitto dalle mani degli inquilini”. L’edificio ha rappresentato per almeno un trentennio il simbolo del potere camorrista a Napoli, essendo stata la roccaforte di Luigi Giuliano, oggi collaboratore di giustizia.

Irina li ha ripresi, dando una mano alle indagini che in breve tempo (il blitz risale a inizio maggio) hanno portato all’arresto di Salvatore Giuliano, killer di Annalisa Durante (era stato scarcerato un anno fa, dopo quattordici anni di cella), ma anche tre presunti affiliati del nuovo clan Giuliano, vale a dire Antonio Morra, Giuliano Cedola e Cristiano Giuliano.

Quando sono andati a riscuotere l’affitto, insieme ad almeno altre sei persone – come sospettano gli inquirenti e come emerge dai video – hanno trovato gli agenti della Squadra Mobile, che li hanno colti in flagranza. Una storia di abusi e soprusi che è stata ricostruita anche grazie alle denunce dell’imprenditore e dei condomini, che non erano disposti a pagare due volte per l’affitto della propria abitazione.

“Ho preso il cellulare e ho filmato quelli che erano venuti a chiederci i soldi, che con violenza hanno buttato fuori l’imprenditore. Sono quelli della camorra, consegno questo video, si vedono quelle persone prepotenti che scappano con l’arrivo della polizia”, sono le parole di Irina.

Napoletano, Giornalista praticante, nato nel ’95. Ha collaborato con Fanpage e Avvenire. Laureato in lingue, parla molto bene in inglese e molto male in tedesco. Un master in giornalismo alla Lumsa di Roma. Ex arbitro di calcio. Ossessionato dall'ordine. Appassionato in ordine sparso di politica, Lego, arte, calcio e Simpson.