Finiamola con questa storia della Garbatella rossa e popolare culla di nascita di Giorgia Meloni. La Meloni è nata a Roma nord.

Dove?
Via della Camilluccia, alla Garbatella sono andata a tre anni.

Il personaggio della Giorgia Meloni coatta romana gliel’hanno cucito addosso, ha contribuito a costruirlo, se lo sente stretto o le funziona ancora?
Mi è abbastanza indifferente, non ho mai nascosto la mia origine romana.

Il personaggio riguarda l’estrazione, non la romanità.
No, invece riguarda la romanità. S’è fatto un grande racconto di questo personaggio che alla fine scivola nel tema dell’ignoranza. E in questo sì mi dà fastidio perché io non sono una persona ignorante. Non avendo avuto la possibilità di laurearmi all’università, cosa che mi sarebbe piaciuto fare, sono uscita col massimo dei voti da tutte le scuole che ho fatto nella mia vita, non avrei avuto problemi a prendermi una laurea. Con quanto ho studiato per fare bene il mio lavoro, di lauree ne avrei potute prendere tre. Qui mi dicono che io sono secchiona, che approfondisco troppo. I sondaggisti mi rimproverano: sei troppo seria. Parli troppo nel merito. Guardi, io sono forse l’unico politico che risponde a domanda. Studio e mi piace argomentare. E’ vero che questo può non portare consenso. L’impressione che si è avuta di me per anni è: sì la Meloni è brava, sì la Meloni è preparata. Però non ti votano. Perché per votarti non vogliono sapere che sei brava, vogliono sapere cosa farai per loro. Altri politici, non faccio il nome (e c’è qualcosa nell’impennata del tono di voce che ha a volte quando si riferisce a Salvini, una corda improvvisamente fuori controllo che la dice lunga su tutto il resto n.d.r.) se tu gli chiedi “che ne pensi del cambiamento climatico” ti rispondono, dico per dire, “aboliamo la legge Fornero”. Ti dicono: la mia proposta è questa. Lo stereotipo su di me mi è indifferente. Mi dà fastidio che si debba costruire il personaggio della Meloni che non sa quel che dice.

Chi lo dice?
Non lo sente dalla gente. Lo sente dall’establishment. Paolo Guzzanti ha scritto un articolo, tra l’altro in positivo secondo lui. Parla di miei cenni approssimativi di storia. La Lucarelli, vabbè, dice se Salvini è quel che dice la gente al bar, la Meloni è quel che dice la gente al bar dopo sei prosecchi. Cosa ho detto che uno direbbe al bar dopo sei prosecchi? Loro non lo sanno. Tendenzialmente se parlo di una cosa io so di cosa sto parlando, altrimenti non ne parlo.

Ma lei è certa di non essere percepita come un’esponente dell’élite? Prendiamo le contrapposizioni classiche, lei e Maria Elena Boschi, lei e Laura Boldrini: dov’è questa enorme differenza con lei? E perché mai una signora che lavora pulendo le scale nei condomini dovrebbe identificarsi con lei?
Non è chi sei. E’ cosa fai. Perché la Meloni e non Renzi? Perché io i provvedimenti sulle banche che ha fatto Renzi non li avrei fatti mai.

Il governo Monti lo votò, no?
Lo votai e fu la ragione per la quale me ne andai dal Pdl. Lo votai perché io sono una persona che rispetta il vincolo di mandato. Però me ne sono andata dal Pdl per questo.

Lei dice cose non diversissime da quelle che dice Matteo Salvini, perché lui continua a prendere il triplo dei voti che prende lei?
Perché è capace di una immediatezza che io non ho. Lui è capace di fare quella cosa che le dicevo prima. Salvini sa spiegare alla gente cosa vuol fare lui, in questo è molto più bravo di me, punta all’obiettivo. E’ una domanda che mi sono posta. Se sapessi rispondere compiutamente correggerei il tiro. Prenderei il 30% io.

Sfilargli una fetta di consenso sarà la sua strategia nei prossimi mesi?
No, ma perché devo prendergli una fetta? Dicevano se Salvini arriva al 30%, la Meloni è destinata a scomparire. Ricordati che devi morire, sì ‘mo me lo segno. Io dicevo: guardate che non funziona così. Ho dimostrato che avevo ragione. Alle elezioni europee sono cresciute solo Lega e Fratelli d’Italia. In Umbria la flessione di Salvini è stata minima, del 2%. Lui rimane stabile e io cresco. Vuol dire che ci sono altri bacini dai quali prendere voti. Perché non ha molto senso che io lavori per prendere voti a Salvini e Salvini per prendere voti a me, se poi dobbiamo fare una coalizione insieme e vogliamo vincere.

Non potrà negare che Salvini ha tentato di prendere tutte le telecamere possibili per sé la notte dei risultati in Umbria. Lei starà elaborando una strategia di contrasto. Non regalerà tutta la scena a lui che già tende a prendersela da solo?
Io ho dimostrato che, per quanto uno possa ambire ad avere tutte le telecamere addosso, se tu fai il tuo risultato, poi le telecamere arriveranno anche da te. Io non penso che la politica sia solo comunicazione. Quando tu fai politica pensando a quello che si percepisce tu abbia fatto più che a quello che fai, la verità arriva e tu sei spacciato. L’hanno dimostrato i Cinque stelle.

I naufraghi della Ocean Wiking sbarcati a Pozzallo. Salvini dice: ricomincia la pacchia. Lei?
Salvini ha chiuso i porti, io avrei fatto il blocco navale.

Il blocco navale concretamente cos’è?
Non è mettere le navi in mare, non è mettere navi al confine marittimo tra Libia e Italia. Blocco navale vuol dire che le navi non devono proprio partire. Significa fare un accordo con i governi libici per impedire nei porti e sulle coste libiche ai barconi di partire. Aprire in Africa hotspot, valutare in Africa chi ha diritto ad essere rifugiato e distribuire solo i rifugiati equamente nei 27 paesi della Unione europea.

Con chi tratta, con chi parla?
Con entrambi i governi libici se vogliono parlare entrambi, faranno a gara a trattare con noi per essere riconosciuti. Mettendo in questa trattativa risorse per la Libia.

Già ci sono.
Non sono abbastanza.

In politica conta l’efficacia, l’interlocutore libico deve essere credibile. Mette i profughi nelle mani di chi non riconosce la Convenzione di Ginevra? Nelle mani di gente che fa nascere i bambini nei lager?
Non li metto nelle mani loro. Si possono tranquillamente fare hotspot gestiti dalla comunità internazionale. Qual è il problema?

Che lei i lager li vuole fare in Libia.
Li faccio lì e li faccio gestire alla comunità internazionale perché nell’accordo ci metto quello che voglio io se tratto con la Libia. Eh sì.

Le barche nel frattempo partono comunque e spesso affondano. Con i naufraghi in mezzo al mare cosa facciamo? Mi riferisco al suo “affondiamo le navi dopo averli fatti sbarcare”. Ipotizzi ci sia una nave piena di naufraghi tra cui due donne incinte e sette bambini, Giorgia Meloni cosa fa?
I sette bambini li faccio sbarcare, la nave la sequestro e la affondo.

Li fa sbarcare da noi.
Sì certo, se voglio sequestrare la nave mica la posso sequestrare a Malta. Carola Rackete, il grande mito, ha dichiarato che le è stato detto dal governo tedesco dove doveva sbarcare quella gente, chiaro? Non interessa a nessuno questo fatto: noi abbiamo la Germania che ha deciso di violare i nostri confini nazionali come se non fossimo una nazione sovrana anche noi. Non s’è capito perché Carola Rackete tutta questa gente non l’ha portata in Germania.

Non mi risulta ci sia un porto a Berlino. A lei?
E vabbè, non le risulta un porto a Berlino. Possiamo fare un corridoio umanitario. Guardi, glielo faccio io a Carola Rackete il corridoio umanitario. Temo che la Germania non se li prenderà. Sono tutti buoni a fare gli accoglienti con le casse dell’Italia.

La capitana di una nave con naufraghi a bordo cos’altro avrebbe dovuto fare?
Rispettare le norme nazionali e internazionali.

La legge del mare e le leggi internazionali dicono che i naufraghi vanno salvati e portati nel porto sicuro più vicino.
No, non è vero. Non esiste al mondo. Nessuna legge internazionale da Montago Bay in poi dice che io posso organizzare un servizio  sistematico di trasbordo di gente da un paese a un altro. Prevede che se io occasionalmente incontro dei naufraghi li devo soccorrere. Non che io organizzi degli incontri sistematici con gente che mi trasferisce migliaia di persone da un porto a un altro. Sennò, perché non l’hanno fatto a Cuba? Ai milioni di cubani che sognavano gli Stati uniti perché non è arrivata in soccorso Carola Rackete per portarli negli Stati uniti? Perché non si poteva fare. Perché è una violazione dei confini nazionali. Si sta facendo grande mistificazione su questo tema. Se tu fai un lavoro che non è previsto dai trattati internazionali, che viola i confini italiani, io la nave te la devo sequestrare. L’equipaggio va denunciato. La gente va rimpatriata.

Quindi lei rimpatria anche le naufraghe incinte a bordo delle navi?
Io rimpatrio chiunque sia immigrato clandestino.

Anche le naufraghe incinte in mezzo al mare?
Tutti i clandestini. Sono l’unica che ha fatto una battaglia contro il neocolonialismo francese in Africa, tema che curiosamente non vi interessa. Perché noi abbiamo la Francia che stampa moneta per quattordici paesi africani e pretende in cambio che una percentuale del valore delle esportazioni finisca nelle casse del Tesoro francese. La gente scappa da quello. Non ve ne frega niente.

Oddio, sta facendo Alessandro Di Battista.
No no, questo l’ho tirato fuori io, non l’ha tirato fuori Di Battista ed è un argomento serissimo. L’Africa non è povera. E’ sfruttata.

Se alla naufraga in mezzo al mare spiega il neocolonialismo francese, non l’aiuta concretamente moltissimo.
Lei lo sa dove finisce quella donna? Glielo dico io? Gli fanno il rito woodoo all’altro figlio che ha. Vogliono 25 mila euro, le dicono: sennò ammazziamo suo figlio. Quella signora finisce a fare la prostituta in mano alla mafia nigeriana e finché non finisce di estinguere il suo debito non la fanno tornare. Uh come è cattiva la Meloni che le rimanda indietro! E se la faccio entrare sono buona? Non si interessa nessuno di queste donne. Vengono utilizzate come scudi umani per fare gli interessi del grande capitale.

Perché sua figlia ha il diritto di avere una mamma affettuosa che passa con lei il fine settimana alla fine di una campagna elettorale in Umbria, mentre il bambino nato in un lager in Libia e salvato da un naufragio dalla barca di una ong francese deve avere sua madre sopravvissuta rispedita indietro in Africa e lui fatto sbarcare a Pozzallo? Sulla base di quale differenza?
Perché lui non avrà quella madre affettuosa. Lei qui in Italia finirà a fare la prostituta in mano alla mafia nigeriana per almeno quattro anni. Quel bambino le verrà requisito. Io sono l’unica che si è occupata di queste persone. Perché la proposta che il reato previsto per chi è coinvolto in queste vicende non sia sfruttamento della prostuzione, ma riduzione in schiavitù, l’ho fatta io, non l’ha fatta il Pd. Io sono una mamma e non ho problemi a occuparmi di queste donne e di questi bambini che, comunico ufficialmente, sono il 12% di quelli che arrivano da noi. Ma non mi usate come scudi umani per far arrivare qui l’87% di uomini soli in età da lavoro.

Su Conte le ho sentito dire “Giuseppi è un nome azzeccato perché i Giuseppi in effetti sono due”. Chi è Conte?
Un personaggio pirandelliano, un personaggio in cerca d’autore. Per arrivare è disponibile ad essere disegnato in qualunque modo. E’ una persona concentrata su di sé che non ha problemi a consegnarsi e che per questo sta in sella nonostante fosse un oscuro avvocato amico dei Cinque stelle.

O del Pd?
Beh, non si capisce bene questo. Dipende da chi lo disegna in quel momento. Del governo giallo verde e del governo rosso giallo non ho un’idea molto difforme: entrambi non in grado di dare una visione chiara della politica migratoria, della politica industriale, della politica economica. Devi fare delle scelte. Il problema di mettere insieme governi dove c’è gente così è che non hanno una visione. Fanno provvedimenti che servono a uno per dire: “io ho fatto”, all’altro: “ho fatto anche io”, ma l’Italia va sempre peggio.

Berlusconi è da considerare un personaggio politicamente prossimo alla morte?
Eh la Madonna.

Vista la coda in attesa di dividersi le spoglie del suo partito, glielo chiedo.
No. Penso che Berlusconi, finché deciderà lui di stare in campo, starà in campo perché avrà sempre una quota di elettori suoi che non è scalfibile. Una quota ormai inferiore a quella che aveva prima, ma ce l’ha.

Si fida più di lui o di Salvini?
Di me stessa.

Di nessuno dei due?
Se devo mettere la mano sul fuoco la metto solo su di me.

Il personaggio politico che l’ha più lealmente sostenuta nella sua ascesa chi è stato? A chi è grata lei?
Grata e decine di persone, ma devi essere riconoscente a Tizio, a Caio, a Sempronio? Io devo essere riconoscente soprattutto al grande mazzo che mi sono fatta nella vita. Poi ci sono tante persone che hanno creduto in me. Fui candidata da Fabio Rampelli alla provincia di Roma a 21 anni e chiaramente … Però facevo politica già da 5 anni. Quando ero presidente dei giovani di Alleanza nazionale Fini mi volle candidare alla Camera. E’ stato Fini a farmi ministro, a differenza di quello che racconta Berlusconi. E quindi sicuramente… Però non è che m’hanno trovato sotto un cavolo.

Il rapporto con Fini è continuato dopo che lui s’è ritirato?
Ci siamo incrociati, ma non potrei dire che ci sia una quotidianità.

Non siete amici.
Beh no.

Lei una risposta ai misteri del perché lui sia scomparso così ce l’ha?
Mi sono fatta molte domande perché per noi quello che è successo con Fini e Alleanza nazionale ha segnato l’inizio di una stagione per noi molto dura.

La statura politica del personaggio esisteva, non era fittizia, o no?
Assolutamente esisteva. Per questo davvero per me ancora oggi è incomprensibile. Io non sono stata tra quelli che il giorno prima l’applaudivano e il giorno dopo erano pronti a tirare palate di letame. Perché la gente nella vita fa degli errori, fa delle cose brutte. E’ andata così.

Bolsonaro. Spiccava un suo commento entusiasta dopo l’elezione del presidente del Brasile. Ma come, la Meloni tanto attenta a come vengono trattate le donne, si sbraccia entusiasta a salutare gioiosa l’elezione di uno che ha detto in parlamento a una deputata: “Lei non merita di essere stuprata perché è troppo brutta”?
Ah, carino. Non mi ricordo il mio commento. Non conosco così bene il fenomeno Bolsonaro. Ma facciamo attenzione perché parliamo del Sud America. Quindi, ok Bolsonaro: e Chavez allora? Era meglio? Maduro? Eppure quando è stato eletto Maduro tutti: evviva. Dico, a sinistra. Poi in effetti abbiamo visto che è un po’ tutta gente, diciamo così, particolare, perché sono fenomeni che vanno contestualizzati. In buona parte dei paesi del Sud America ci sono presidenti un po’ sopra le righe, se li consideri dal nostro punto di vista. Non è che sto parlando male dei sud americani, eh, capiamoci. E’ il contesto.