Tecnologia
La corsa verso il traguardo: tra obiettivi 2030 e nuove sfide di mercato
Alla presentazione (22 aprile 2026) del nuovo report dell’Osservatorio Energy & Strategy del Politecnico di Milano: “La corsa verso il traguardo: gli obiettivi realistici al 2030 e le nuove opportunità di sviluppo” è emerso il quadro di un settore in profonda trasformazione, dove l’entusiasmo tecnologico si scontra con una realtà burocratica e normativa ancora troppo complessa.
Dopo anni di crescita incoraggiante, il 2025 ha segnato una battuta d’arresto per le energie rinnovabili in Italia. Il report evidenzia come la nuova capacità installata si sia attestata a 7,2 GW, un calo del 6% rispetto ai 7,6 GW del 2024. Questo rallentamento preoccupa gli esperti: per raggiungere i 131 GW totali fissati dal Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC) entro il 2030, l’Italia dovrebbe installare circa 10 GW ogni anno da qui alla fine del decennio. Allo stato attuale, il gap da colmare è di circa 50 GW in soli cinque anni. Secondo i Direttori dell’Osservatorio i Proff. Vittorio Chiesa e Davide Chiaroni, le cause del rallentamento sono principalmente sistemiche. Innanzitutto, l’incertezza normativa: il percorso “accidentato” per la definizione delle aree idonee ha bloccato numerosi progetti, creando un clima di attesa tra gli investitori. Inoltre, gli iter autorizzativi: nonostante le semplificazioni, i tempi di connessione e autorizzazione restano il principale “collo di bottiglia”.
Non mancano però i segnali di eccellenza. Il report 2026 sottolinea l’esplosione dei sistemi di accumulo (storage). In soli cinque anni, la capacità è cresciuta di 25 volte, passando dai 720 MWh del 2021 ai quasi 18 GWh di fine 2025. Questo dato è fondamentale per garantire la stabilità di una rete elettrica sempre più dipendente da fonti non programmabili. Parallelamente, si registra una maturazione del mercato dei PPA (Power Purchase Agreements), contratti a lungo termine che permettono alle aziende di acquistare energia verde a prezzi stabili, proteggendosi dalla volatilità dei mercati energetici.
Il report guarda anche oltre il 2030, identificando due driver tecnologici fondamentali:
- Small Modular Reactors (SMR): L’Osservatorio ha presentato un’analisi dettagliata sul potenziale dei piccoli reattori nucleari modulari, valutandone l’integrazione nel mix energetico italiano per la decarbonizzazione industriale.
- Intelligenza Artificiale: L’integrazione dell’AI nella gestione delle reti (Smart Grids) e nell’ottimizzazione dei consumi dei data center rappresenta la nuova frontiera per la “resilienza” del sistema.
In sintesi, il messaggio finale del Politecnico è un appello al pragmatismo. La transizione non è solo una sfida tecnica, ma economica e sociale. Per non mancare il traguardo del 2030, è necessario “uscire dall’equivoco” normativo sulle aree idonee e accelerare le installazioni del 46% (per passare da 7,2 GW a 10,5 GW necessari) rispetto al ritmo attuale. La tecnologia c’è, i capitali anche; manca, ancora una volta, la fluidità del sistema Paese.
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