Politica
La due facce di Giuseppe Conte
Giuseppe Conte ha un gemello che, ironia della sorte, afferma, esclama e declama sempre l’esatto opposto di quel che l’altro gemello pratica. È un fenomeno curioso, un caso piuttosto unico su cui varrà la pena meditare. Giuseppe Conte ieri ha replicato a Giorgia Meloni, alla Camera, accusandola di parlare troppo con la Casa Bianca. Figuratevi – ma lui, certo, non lo sapeva – che il gemello Giuseppi aveva appena visto, riunendosi con lui al ristorante, in camera caritatis, l’emissario di Donald Trump, Paolo Zampolli.
Ancora Conte che alza la voce e grida allo sperpero di denaro per l’aumento delle spese militari. A dispetto di quel suo gemello, l’altro Giuseppe Conte, che da premier non aveva alzato la voce ma le stesse spese militari delle quali oggi si dice contrario. Il Conte che ieri a Montecitorio se la prendeva con il peso eccessivo del bilancio Nato si rivolge soprattutto contro quel suo gemello che durante i due governi di cui è stato a capo ha aumentato la spesa militare dell’Italia, arrivando all’1,5 per cento del PIL per la Nato. E il Conte che ha protestato contro l’eccessiva disponibilità alla concessione delle basi aeree agli americani, cosa direbbe se scoprisse che il suo gemello – quando è stato a Palazzo Chigi – ha autorizzato più missioni di tutti? A svelarlo è stato il ministro della Difesa, Guido Crosetto, rispondendo a una interrogazione parlamentare: «Ad Aviano, nel 2018, furono autorizzati 525 atterraggi di voli cargo, di cui 43 classificati “hot cargo”, ossia con materiale di armamento, e 120 transiti di velivoli da combattimento. Nel 2019 gli atterraggi salirono a 628, con 52 hot cargo». Grande è la confusione, in tema di Cinque Stelle, sotto il cielo contiano. L’unica certezza è che il più acerrimo rivale del governo di Giuseppe Conte oggi sarebbe il suo omonimo succedaneo, Conte Giuseppe. Un Conte alla rovescia.
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