Sono passati diversi giorni dal tragico evento della morte della piccola bambina di Palermo che oggi sappiamo, dall’Istituto Superiore di Sanità, essere stato causato dalla difterite. Ossia per dirla in maniera più chiara se la piccola fosse stata vaccinata avrebbe evitato le complicanze che hanno portato poi al tragico epilogo. Di fronte a questa tragedia non si tratta di colpevolizzare la famiglia che paga un prezzo altissimo alla credulità popolare e che porterà per sempre questo macigno indelebile della scomparsa della propria bambina.

Per i familiari, in questo momento, vale solo il silenzio. Lo stesso silenzio, però, non può essere minimamente giustificato per coloro che rappresentano lo Stato e che, secondo l’articolo 32 della nostra carta costituzionale sono chiamati a tutelare la salute di ogni individuo come diritto fondamentale. Fino ad oggi non vi è stata nessuna presa di posizione né del ministro della salute Schillaci, né della premier Meloni e questo è molto grave. Vi è un atteggiamento di sostanziale ignavia, manca una energia morale che metta al centro la tutela della salute prima degli interessi di parte.

La stessa ignavia che lo stato italiano ha dimostrato astenendosi in sede OMS al piano pandemico globale. Di fronte alla tragedia avvenuta, che mette in luce una immotivata resistenza alle vaccinazioni serve, come hanno detto autorevoli scienziati, una grande campagna informativa che coinvolga i professionisti e rivolta alle famiglie per far comprendere l’importanza della vaccinazione pediatrica che, giustamente, il Parlamento ha voluto fosse obbligatoria nel nostro Paese per i più piccoli, proprio per tutelare coloro che sono più fragili e che non hanno per loro natura autonomia nelle scelte.

Di fronte a questo grave episodio tutti coloro che hanno lisciato il pelo alla cultura no vax o per dirla con più chiarezza al predominio della cultura Maga che se ne frega della scienza ed è orientata unicamente all’individualismo esasperato dovrebbero interrogarsi. Questa bambina poteva essere salvata, bastava che fosse stata vaccinata, poteva oggi correre e giocare e crescere pensando al futuro. Tutto questo non è avvenuto perché vi è una diffusa campagna social contro le vaccinazioni, contro la cultura scientifica e di fronte a tutto ciò è assordante il silenzio del Governo.

Le famiglie hanno bisogno di supporto da parte dello Stato, di essere informate e se chi oggi siede ai massimi livelli delle istituzioni preferisce tacere è un problema molto grande perché così si tradisce il dettato costituzionale poiché non si tutela la salute dei più piccoli. Proprio con l’avvicinarsi della ripresa dell’anno scolastico andrebbe avviata una campagna informativa e di conoscenza fatta sulla base delle evidenze scientifiche per evitare che possano in futuro accadere altri episodi così tragici.