Non si è mai sposato, ha una figlia che in un ‘pizzino‘ rivelò di non aver mai conosciuto e nel corso della sua latitanza sarebbero emerse almeno tre relazioni sentimentali, tra cui quella con una donna, Maria, che ha scontato poco più di due anni di carcere “per amore”.

Matteo Messina Denaro, il boss 60enne arrestato in un clinica privata a Palermo dopo 30 anni di latitanza, quando iniziò la sua latitanza, nel gennaio del 1993, liquidò la sua fidanzata di allora, Sonia, con un messaggio netto: “Non voglio nemmeno pensare di coinvolgerti in questo labirinto da cui non so come uscirò per il semplice fatto che non so come e quando ci sono entrato. Non pensare più a me, non ne vale la pena”.

LA FIGLIA E IL NIPOTINO – Nei mesi successivi, ha una relazione stabile con Franca Maria Alagna, la donna che il 17 dicembre 1995 dà alla luce la figlia Lorenza, che porta il cognome della madre e il nome della nonna paterna. Dopo la nascita della primogenita del boss (anche se non riconosciuta), la compagna di Messina Denaro andò a vivere dalla suocera insieme alla neonata. Una volta diventata maggiorenne, sia Lorenza che la madre ottennero il “permesso” di andare a vivere lontano da Castelvetrano. Il 14 luglio 2021 Messina Denaro è diventato nonno: Lorenza Alagna ha dato alla luce un bambino che non ha né il nome del nonno, né il cognome del padre naturale (ma quello della madre).

Lorenza oggi ha 27 anni e secondo gli investigatori non avrebbe mai incontrato Messina Denaro. “Quanto vorrei l’affetto di una persona e purtroppo questa persona non è presente al mio fianco e non sarà mai presente per colpa del destino… ” aveva scritto su Facebook in passato. Anni fa, al Tg2, dietro le serrande abbassate della sua abitazione aveva detto: “Non voglio rilasciare interviste, non voglio stare sotto i riflettori. Basta. Io sono una ragazza normalissima come tutte le altre. Voglio essere lasciata in pace. Dovete fare finta che io non esisto”.

Il fratello di Franca Alagna, il commercialista (ex insegnante), Michele lavorava con Carmelo Patti, l’imprenditore scomparso negli anni passati che nel 2018 subì un sequestrò beni per 1,5 miliardi, “una delle misure patrimoniali più ingenti mai eseguite” disse la Dia. I sigilli vennero messi a resort, beni della vecchia Valtur, una barca di 21 metri, un campo da golf, terreni, 232 proprietà immobiliari e 25 società. Tutti beni riconducibili -secondo gli inquirenti – al patrimonio dell’ex primula rossa.

LE LETTERE E IL BLITZ NEL COVO – Dopo la relazione con Franca Alagna, il boss di Castelvetrano ha avviato un legame sentimentale con un’altra donna, Maria Mesi. Oltre agli incontri sporadici (in un appartamento alla periferia di Palermo e in una villetta a Bagheria), è nata una corrispondenza epistolare che più volte è finita nelle mani degli investigatori, così come quelle scritte dallo stesso “U siccu”. Lettere d’amore dove Maria annunciava regali come profumi o videogiochi, grande passione di Matteo Messina Denaro durante la lunga latitanza. “Sai ho letto sulla rivista dei videogiochi che è uscita la cassetta di Donkey Kong 3 e non vedo l’ora che sia in commercio per comprartela. Quella di Secret Maya 2 ancora non è arrivata. Sei la cosa più bella che ci sia” era scritto in una missiva inviata dalla donna a Messina Denaro.

Un legame che portò Maria Mesi in carcere per favoreggiamento. Seguendo i suoi spostamenti le forze dell’ordine arrivarono a un passo dalla cattura del boss nel 1998. Gli investigatori scoprirono infatti un covo a Bagheria, in via Milwaukee 40. Quando gli agenti di polizia fecero irruzione, Messina Denaro era già scappato. Vennero trovati nell’abitazione un barattolo di Nutella, uno di caviale, un puzzle incompleto, una stecca di sigarette Merit.

Maria Mesi finì in carcere nel 2000 per favoreggiamento aggravato. Detenuta fino a febbraio dell’anno successivo (2001) per tornare libera in attesa che la Cassazione decidesse il suo destino. Dei tre anni che le avevano dato, a Roma  – così come riporta Repubblica – le abbuonarono otto mesi riconoscendo che si era compromessa e tanto, ma per amore.

Infine un altro legame “noto” durante la latitanza, stando alle parole dei collaboratori di giustizia, è quello che nacque in Venezuela con una donna “bellissima e silenziosa”. Messina Denaro sarebbe stato in Sud America nel 2003. Avrebbe vissuto per qualche tempo nella città venezuelana di Valencia, regno dei clan Cuntrera e Caruana che da Siculiana, paese dell’agrigentino, colonizzarono Canada e Sudamerica diventando monopolisti del narcotraffico.

Prima della sua lunga latitanza, Messina Denaro ha frequentato poi una receptionist, di nazionalità austriaca, che lavorava in un hotel di Castelvetrano. La donna si chiamava Andrea Haslehner. Una frequentazione che andò avanti dal 1989 fino all’inizio della sua latitanza. Quando il direttore dell’albergo, Nicola Consales, fece capire ad Andrea Haslehner che quelle persone (la struttura era frequentata anche dai Graviano e da altri mafiosi) non erano gradite: fu assassinato il 21 febbraio 1991.

LA MALATTIA, LA CLINICA E L’AMORE PER LE DONNE – Negli ultimi due anni, a causa di un tumore al colon con metastasi al fegato, è stato operato due volte (il 13 novembre 2020 enell’ospedale “Abele Ajello” di Mazara del Vallo, e nel maggio 2022 alla clinica La Maddalena di Palermo, dove è stato poi arrestato nelle scorse ore). Sotto il falso nome di Andrea Bonafede, Messina Denaro inizia cicli di chemioterapia: 12 nel 2021 e 10 nel 2022. Dal personale della struttura sanitaria e da alcuni pazienti è stato descritto come un uomo elegante, che in reparto aveva la giacca da camera, metteva soprabiti in pelle con camicie stile hawaiano, parlava del suo amore per le donne. Aveva detto di avere due figlie che però vivevano fuori e di non avere altri parenti.

A una donna che faceva la chemio con lui avrebbe pure chiesto il numero di cellulare. “Stavamo nella stessa stanza – ha raccontato – era una persona gentile, molto gentile”. E poi aggiunge: “ci sono anche mia amiche che hanno il suo numero di telefono, lui mandava messaggi a tutti. Ha scambiato messaggi con una mia amica fino a questa mattina”.

Redazione