Stavolta deve esserci la fumata bianca. Giorgia Meloni allunga le mani sulla Corte Costituzionale che attende con ansia l’ottava votazione per il giudice che alla Consulta manca ormai da dieci mesi. Ma alle date dell’8 e 29 novembre 2023, del 23 aprile 2024, del 15 maggio 2024, del 25 giugno 2024, del 17 e 24 settembre 2024, non dovrebbe aggiungersi anche quella dell’otto ottobre. I votanti erano in calo, e la necessità che la destra scelga il suo giudice un evento non più prorogabile.

L’sms per richiamare i Fratelli al voto

Per questo tra i fedeli di Giorgia è iniziato a circolare un messaggio whatsapp, pubblicato da Repubblica quest’oggi: “Attenzione, martedì 8 ottobre, ore 12.30, indispensabile la presenza di tutti al voto per la Corte costituzionale”, con tanto di avvertimento per assenze programmate: “Eventuali missioni vanno rimandate o annullate”.

Il giudice mancante

Nell’ultima votazione era necessaria una maggioranza dei tre quinti (363 su 605), erano presenti e votanti 309, 17 schede nulle, 6 voti dispersi, 286 schede bianche, dopo che l’11 novembre 2023 era scaduta la giudice Silvana Sciarra, eletta dal Parlamento a novembre 2014 e poi divenuta presidente della stessa Corte Costituzionale a novembre 2022, il cui posto, a fine mandato era stato assunto dal professor Augusto Barbera (che dirà addio a dicembre con i due vicepresidenti Franco Modugno e Giuseppe Prosperetti). Il quindicesimo giudice doveva essere eletto entro l’11 dicembre 2023, missione che il governo – nonostante i richiami di Mattarella – non è ancora riuscito a compiere. Servirà l’en-plein martedì prossimo.

Due i nomi che da giorni rimbalzano come favoriti, Carlo Deodato, Consigliere di Stato e segretario generale della presidenza del Consiglio, o il Prof. Avv. Francesco Saverio Marini.

Redazione

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