Mario Improta, in arte Marione, lascia la sindaca una volta per tutte e si presenta così agli elettori: “Non accetto minacce, ritorsioni, intimidazioni. Dirò in faccia a chiunque ciò che penso e lotterò per il bene di tutta la comunità. Strade pulite, sicure, rilancio della piccola impresa e dell’economia. Ci sto mettendo la faccia. Tanto vi dovevo”.

Il disegnatore ex ultragrillino che per il Campidoglio curò gratuitamente il regolamento di polizia urbana disegnando una Virginia Raggi vigilessa per i bambini delle scuole, ora sta con Gilberto Trombetta, l’aspirante primo cittadino che a Roma vorrebbe riportare in auge i sesterzi. Così anche Marione trova il suo posto da candidato presidente insieme alla lista di Trombetta ‘Riconquistare l’Italia’ al XV Municipio. “Vado dove c’è sintonia con le mie idee, dove sono i sovranisti patrioti che la vedono come me sull’Europa. Io minisindaco di Ponte Milvio? Perché no. Ci vivo da 49 anni”.

Quando era in sintonia con i pentastellati Improta ha disegnato decine di volte Virginia Raggi. Schizzi che a palazzo Senatorio sono piaciuti a tal punto da finire sul volumetto stampato in decine di migliaia di copie e distribuito nelle scuole di mezza città. Un cartoon con la sindaca vestita da vigile urbano per informare i ragazzi e i loro genitori sulle nuove norme e sanzioni anti-degrado introdotte dall’amministrazione 5S.

Ma Marione non è solo gioiose vignette per i bambini delle scuole. L’archivio social del fumettista è farcito disegni raffiguranti pesantissime invettive contro Maria Elena Boschi e Laura Boldrini. Scoperta la polvere sotto al tappeto è arrivata una raffica di polemiche all’inquilina del Campidoglio e accuse di sessismo, con l’illustratore messo all’angolo e costretto a negare di aver firmato i cinguettii che nel frattempo gli erano costati la sospensione del profilo su Twitter.

L’avventura con Raggi si è definitivamente conclusa quando il 16 dicembre 2019, quando il disegnatore aveva appena pubblicato una vignetta sulla Brexit che raffigurava l’Unione europea come il campo di concentramento di Auschwitz e l’Inghilterra come un bambino con le fattezze di Boris Johnson che fugge felice dal lager. Lo scivolone costrinse la Raggi a mollare il suo ritrattista e Improta a trovarsi una nuova casa politica. Presto detto, ora è con Gilberto Trombetta e due partiti sovranisti: il primo è Italexit, creatura dell’ex senatore grillino Gianluigi Paragone, e il secondo è Vox, il contenitore del filosofo Diego Fusaro. I disegni quantomeno sono già pronti.

Gianni Emili