Un laboratorio di idee e proposte concrete per il futuro
Match Point Molise: PMI, Made in Italy e futuro del lavoro artigiano al centro di due giorni di confronto a Campobasso
Il Molise esiste e si dà anche molto da fare. E se Il Riformista quest’anno è stato protagonista di Match Point Molise, è grazie a questa partnership che abbiamo potuto constatare la qualità del dibattito e la passione con cui il confronto di Match Point è stato organizzato. Si deve alla visionarietà del Presidente di Confartigianato Imprese Molise, Romolo D’Orazio se una giornata nazionale come quella del Made in Italy quest’anno si è tenuta a Campobasso con grandi ospiti e interventi di primo piano. Il presidente molisano di Confartigianato ha voluto con determinazione che la regione più piccola e spesso dimenticata d’Italia diventasse protagonista di un appuntamento di respiro nazionale, capace di mettere attorno allo stesso tavolo economisti, accademici, imprenditori, rappresentanti istituzionali e giovani. Il risultato è stato “Match Point Molise”, due giorni intensi e ricchi di contenuti che hanno trasformato il salone dell’Hotel Centrum Palace di Campobasso — in Via Giambattista Vico 2/A — in un laboratorio di idee e proposte concrete per il futuro del tessuto produttivo regionale e nazionale. L’iniziativa, ospitata nei giorni 14 e 15 aprile 2026, si è sviluppata attorno al tema “Le PMI molisane tra identità territoriale e valore nazionale del Made in Italy“, con l’obiettivo di rafforzare la consapevolezza che il cambiamento rappresenta ormai una dimensione strutturale per imprese e territori, anche in una realtà come quella molisana, sempre più inserita nelle dinamiche economiche globali. L’evento è stato inserito ufficialmente nel calendario della Giornata Nazionale del Made in Italy, promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), a testimonianza del riconoscimento istituzionale di un’iniziativa nata dalla periferia ma capace di parlare al centro.
Il palcoscenico istituzionale e accademico
Ad aprire i lavori del 14 aprile è stato il rettore dell’Università degli Studi del Molise, Giuseppe Peter Vanoli, che ha ribadito la centralità del dialogo tra ricerca, formazione e mondo produttivo per costruire sinergie a supporto dello sviluppo territoriale. La presenza attiva dell’ateneo molisano non è stata decorativa: numerosi docenti dell’Università degli Studi del Molise sono stati protagonisti dei cinque focus tematici in programma, a dimostrazione di quanto il sodalizio tra Confartigianato Imprese Molise e l’università sia diventato un asse strategico per il territorio. I saluti istituzionali della prima giornata hanno visto la partecipazione di Romolo D’Orazio, presidente di Confartigianato Imprese Molise, e di Andrea Di Lucente, assessore alle Attività Produttive della Regione Molise, che ha portato il saluto e l’attenzione dell’amministrazione regionale verso le sfide del comparto artigiano e delle piccole e medie imprese. L’introduzione ai lavori è stata affidata a figure di rilievo nazionale: Vincenzo Mamoli, segretario nazionale di Confartigianato Imprese, ha inquadrato l’evento nel più ampio scenario delle politiche confederali a sostegno delle PMI italiane. Al suo fianco, Luigi Moschera, presidente di ASSIOA — Associazione Italiana Docenti di Organizzazione Aziendale — ha offerto una prospettiva accademica e scientifica sul ruolo dell’organizzazione d’impresa nel contesto competitivo attuale. Ha completato il panel introduttivo Francesca Di Virgilio, delegata del rettore alla “Valorizzazione delle Conoscenze” presso l’Università degli Studi del Molise, aprendo il filo tematico della conoscenza come risorsa strategica per lo sviluppo.
Gli scenari economici globali: quando il mondo entra nelle botteghe artigiane
Il pomeriggio del 14 aprile ha preso il via con uno dei panel più attesi: “Prospettive economiche globali e scenari geopolitici: scenari economici internazionali e impatto sul sistema produttivo italiano e sul Molise”. Un titolo impegnativo per un confronto che ha saputo tradurre in termini concreti e comprensibili le grandi trasformazioni che investono l’economia mondiale e le loro ricadute sul tessuto produttivo locale.
Enrico Quintavalle e Silvia Cellini, dell’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese, hanno aperto il panel con un’analisi puntuale dei principali indicatori economici, mostrando come le PMI italiane — e molisane in particolare — siano esposte a dinamiche geopolitiche e macroeconomiche che fino a pochi anni fa sembravano lontane dalla quotidianità dell’artigiano. Tensioni commerciali, volatilità dei prezzi delle materie prime, instabilità dei mercati internazionali: tutti fattori che oggi condizionano le scelte di un falegname, di un meccanico, di un artigiano alimentare del Molise tanto quanto quelle di una grande multinazionale.
Massimiliano Valerii, direttore generale del Censis, ha portato la sua consueta lucidità analitica per individuare i due principali fattori di pressione per le PMI: la transizione demografica, con la progressiva riduzione della popolazione giovane e l’invecchiamento della società, e la trasformazione dell’ordine economico globale, con nuovi equilibri di potere che ridisegnano le catene del valore internazionali. “Le piccole e medie imprese italiane possiedono una straordinaria capacità di adattamento — ha spiegato Valerii — che può diventare un vantaggio competitivo. Ma è fondamentale investire nella formazione e nell’allineamento tra domanda e offerta di lavoro.” Un messaggio che ha fatto da filo conduttore all’intera due giorni.
Filomena Pietrovito, docente di Macroeconomia presso l’Università degli Studi del Molise, ha offerto un approfondimento accademico sulle dinamiche macroeconomiche e sul loro impatto specifico sul sistema produttivo regionale, confermando come il Molise non sia un’isola impermeabile ai venti dell’economia globale ma, anzi, sia chiamato a costruire proprie strategie di resilienza e adattamento.
Internazionalizzazione e transizione digitale: le PMI molisane alla sfida del futuro
Il secondo panel della prima giornata, svoltosi tra le 17.30 e le 19.00, ha affrontato un tema cruciale: “Le PMI molisane tra internazionalizzazione e transizione digitale”. Un confronto che ha messo in luce opportunità e rischi di un percorso che le imprese artigiane e le piccole realtà produttive non possono più rimandare.
Michele Mosca, founder e CEO di Guiness Travel S.p.A., ha portato la sua esperienza imprenditoriale diretta, mostrando come anche un’azienda nata e cresciuta in un territorio periferico possa conquistare mercati internazionali attraverso qualità, identità e capacità di innovare. La sua testimonianza ha rappresentato un esempio concreto di ciò che il Made in Italy — e il Made in Molise — possono significare nel mondo.
Maria Cipollina, docente di Politica Economica Internazionale presso l’Università degli Studi del Molise (Unimol), ha analizzato i processi di internazionalizzazione delle PMI italiane con particolare attenzione alle specificità del contesto regionale, evidenziando le barriere ma anche le opportunità che si aprono per le imprese molisane che sapranno affrontare i mercati globali con strumenti adeguati.
Giuseppe Miceli, docente di Business Intelligence e membro dell’Intergruppo Parlamentare Digital Asset, Blockchain e Bitcoin, ha invece approfondito il tema della trasformazione digitale, esplorando come le nuove tecnologie — dall’intelligenza artificiale alla blockchain — stiano ridisegnando i processi produttivi e commerciali anche per le realtà artigianali. Un campo in rapida evoluzione che impone alle PMI di aggiornarsi con urgenza, pena il rischio di essere escluse da filiere sempre più digitalizzate. A chiudere il panel, Bruno Panieri, direttore delle Politiche Economiche di Confartigianato Imprese, che ha fornito una lettura sistemica delle sfide e delle risorse a disposizione delle PMI italiane nel percorso verso l’internazionalizzazione e la digitalizzazione, richiamando anche le politiche e gli strumenti messi in campo dalla Confederazione a sostegno delle imprese associate.
Il secondo giorno: bilateralità, formazione e il grande tema del mismatch
La mattinata del 15 aprile si è aperta con il welcome e il recap della giornata precedente, prima di entrare nel vivo di una sessione particolarmente ricca di dati, analisi e proposte concrete. Il primo panel, “Bilateralità: strumenti e welfare per le imprese artigiane”, ha affrontato in modo pratico le possibilità offerte dalla bilateralità per supportare imprese e lavoratori del comparto artigiano. Francesco Seghezzi, presidente di ADAPT — associazione di riferimento per gli studi sul lavoro e le relazioni industriali — ha illustrato come gli enti bilaterali rappresentino uno strumento fondamentale per costruire un sistema di welfare integrativo e di formazione continua per le imprese artigiane e i loro dipendenti. Riccardo Giovani, direttore delle Politiche Sociali e del Lavoro di Confartigianato, ha approfondito gli strumenti operativi a disposizione delle imprese, mentre Giovanni Di Corrado, assegnista di ricerca in Diritto del Lavoro presso l’Università degli Studi del Molise, ha offerto il necessario inquadramento giuridico e scientifico al tema. Il secondo panel della mattinata ha presentato il 5° Radar Artigiano, la ricerca realizzata congiuntamente da Censis e Confartigianato su formazione, competenze e fabbisogni per le imprese artigiane. A illustrare i risultati dell’indagine, che ha coinvolto 500 imprese, sono stati Sara Lena e Francesco Maietta del Censis. I dati emersi sono tanto significativi quanto preoccupanti, e al tempo stesso ricchi di spunti di speranza: quattro giovani su dieci dichiarano di scegliere il lavoro artigiano, a dimostrazione che il settore possiede un’attrattività autentica che va valorizzata e rafforzata. Le imprese artigiane sono considerate fondamentali per il benessere sociale ed economico, contribuendo alla coesione e all’inclusione del territorio.
Il mismatch: il nodo che strangola il futuro
Il panel più atteso e dibattuto della seconda giornata è stato quello dedicato al “Mismatch delle competenze e strategie formative: approfondimento su gap tra competenze richieste dalle imprese artigiane e quelle effettivamente disponibili”. Un tema che tocca il nervo scoperto di un sistema produttivo che cresce ma non trova le persone per farlo crescere.
Francesca Di Virgilio, docente di Organizzazione e Gestione delle Risorse Umane presso l’Università degli Studi del Molise, ha presentato dati che fotografano una situazione allarmante: in Molise, il 67% delle PMI non riesce a trovare il personale di cui ha bisogno. Il fenomeno è trasversale ai settori: nell’edilizia la difficoltà di reperimento arriva al 71%, nell’automotive e nella meccanica al 68%, nell’alimentare al 54%. A livello nazionale, il 60% degli studenti sceglie i licei, le iscrizioni ai percorsi professionali sono scese del 18% in dieci anni, la disoccupazione giovanile è al 20,1% — contro il 6,6% della Germania — e solo il 7,2% dei lavoratori segue percorsi di upskilling, a fronte di una media europea del 12%.
Francesco Seghezzi e Riccardo Giovani sono tornati sul palco per affrontare il mismatch da una prospettiva di politica del lavoro e relazioni industriali, delineando possibili strategie di intervento che combinino la riforma dei percorsi formativi con un rinnovato protagonismo degli enti bilaterali. Romolo D’Orazio ha scelto proprio il dato sul Radar Artigiano come “take home message” dell’evento: quattro giovani su dieci sceglierebbero di lavorare nell’artigianato. Un dato che apre scenari positivi, ma che si scontra con la realtà di un sistema formativo che ancora non orienta adeguatamente verso queste professioni. “Questo mismatch può essere colmato soltanto attraverso interventi diretti in termini di formazione — ha dichiarato D’Orazio —. Oggi abbiamo un dato impressionante: il 50% delle possibilità di occupazione non viene coperto per carenza di lavoratori qualificati.” Il presidente di Confartigianato Imprese Molise ha inoltre sottolineato le difficoltà del contesto regionale, tra tensioni geopolitiche, aumento dei costi delle materie prime e criticità infrastrutturali, ribadendo però la necessità di guardare al futuro con una visione di medio-lungo periodo. “Da qui dobbiamo partire — ha aggiunto — per dare ai giovani la scelta se lasciare il Molise, perché nelle condizioni in cui siamo invece sono obbligati ad andarsene”. Insieme, Confartigianato e Unimol hanno elaborato un piano in cinque punti per colmare entro il 2030 il gap di competenze: orientamento precoce nelle scuole, potenziamento dell’ITS Academy, rilancio dell’apprendistato duale, upskilling digitale e green, nuova legge quadro per il settore.
Intelligenza Artigiana contro Intelligenza Artificiale: la sfida del futuro
Uno dei temi trasversali che ha attraversato l’intera due giorni è stato quello dell’intelligenza artificiale e del suo impatto sul mondo del lavoro artigiano. Un confronto che ha assunto una forma quasi simbolica nel gioco di parole che dà il titolo all’evento: AI come Intelligenza Artificiale, ma anche come Intelligenza Artigiana. Creatività, manualità, identità, relazione: tutto ciò che una macchina non può sostituire. L’AI cambierà il settore, ma l’artigiano risponde con la propria intelligenza creativa. Nasceranno nuove figure professionali, anche ibride, e il trasferimento di competenze sarà sempre più bidirezionale: agli esperti delle imprese, i giovani chiedono come usare le nuove tecnologie; ai giovani, gli artigiani offrono la trasmissione di saperi millenari. L’intelligenza artificiale non sostituirà mai l’artigiano, chiamato anzi a svolgere un ruolo ancora più centrale e strategico in un Paese — e in una regione — che invecchia e perde inesorabilmente abitanti. I lavori si sono chiusi con le conclusioni e i saluti finali, che hanno visto tornare sul palco le figure istituzionali più rappresentative. Giuseppe Peter Vanoli, rettore dell’Università degli Studi del Molise, ha ribadito l’impegno dell’ateneo nel costruire ponti stabili tra ricerca, formazione e sistema produttivo. Romolo D’Orazio, presidente di Confartigianato Imprese Molise, ha tirato le fila di due giorni intensi evidenziando come Match Point Molise non sia stato solo un convegno, ma il rodaggio di una squadra: Confartigianato, università, enti della formazione, imprese, sindacati. Una coalizione territoriale che ha la responsabilità di costruire insieme le condizioni per uno sviluppo sostenibile e inclusivo. Francesco Roberti, presidente della Regione Molise, ha portato il saluto e l’impegno dell’istituzione regionale, riconoscendo nell’evento un momento di sintesi tra le istanze del territorio e le dinamiche nazionali e internazionali.
Partner e patrocini: una rete a sostegno dell’evento
Match Point Molise ha potuto contare su una rete solida di partner e sostenitori. Tra i partner dell’evento figurano BCC Credito Cooperativo Roma, la Banca Popolare delle Province Molisane, GAL Molise — Agenzia per lo Sviluppo Locale, Confidisystema, Banca Mediolanum, TCN Italia Costruzioni e Laboratorio Zarantonello. I servizi logistici sono stati curati da Dipaola Viaggi Per il Mondo. L’evento ha ricevuto il patrocinio del Consiglio Provinciale dei Consulenti del Lavoro di Campobasso, del Corecom Molise e dell’Ordine dei Giornalisti del Molise, a conferma del radicamento istituzionale di un’iniziativa capace di parlare a una platea ampia e trasversale. Match Point Molise si è confermato come un momento strategico di confronto e condivisione, capace di offrire strumenti concreti e spunti operativi per rafforzare la competitività delle imprese e valorizzare il ruolo del Molise nelle dinamiche economiche nazionali e internazionali. La due giorni ha consolidato la collaborazione tra università, sistema produttivo e istituzioni, costruendo le fondamenta di un patto territoriale orientato al futuro. Un futuro che, come ha ricordato Romolo D’Orazio, si costruisce partendo dalla formazione, dalla conoscenza e dalla scelta consapevole di restare — o poter scegliere di restare — in Molise.
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