Un filo di voce proviene dalla paziente del “Letto 26” del reparto Covid di osservazione breve intensiva dell’Ospedale Cardarelli di Napoli: “Lei era un piccolo grande amore, solo un piccolo grande amore…”. La canzone è chiaramente “Questo piccolo grande amore” di Claudio Baglioni, e le operatrici sanitarie del reparto la stanno cantando a una paziente positiva che – con il casco Cpap in testa per respirare meglio – ha chiesto di poter vivere un piccolo momento di serenità.

“Abbiamo cantato tutte le canzoni che i pazienti preferivano”, dicono le sanitarie presenti in sala. “Al letto 28 ci hanno chiesto Il ballo del qua qua, scherzano, cercando di portare luce e gioia in un reparto che risponde all’esigenza di proseguire, per tutti i pazienti che ne abbiano bisogno, con il monitoraggio per valutare l’evoluzione del quadro clinico ed evitare dimissioni troppo precoci dal Pronto Soccorso.

“C’è chi lavora solo per soldi dimenticando la passione e la compassione, poi ci sono gli eroi…e poi ci sono loro”, dice la caposala, riferendosi alla sua squadra, che – già gravata dalle tantissime cose da fare – non si è voltata dall’altra parte al grido di richiesta di umanità e leggerezza lanciato da chi vive attimi di angoscia e paura. “Momenti speciali con i nostri pazienti”, commentano, felici di poterli aiutare. Al termine della canzone un lungo applauso, seguito anche dagli altri pazienti, speranzosi di poter ascoltare presto qualche altro brano.

Napoletano, Giornalista praticante, nato nel ’95. Ha collaborato con Fanpage e Avvenire. Laureato in lingue, parla molto bene in inglese e molto male in tedesco. Un master in giornalismo alla Lumsa di Roma. Ex arbitro di calcio. Ossessionato dall'ordine. Appassionato in ordine sparso di politica, Lego, arte, calcio e Simpson.