Interviste
Mieli: “Pd e 5S erano d’accordo sull’IHRA, ora seguono la spin doctor Albanese”
La senatrice di Fratelli d’Italia: «L’antisemitismo è tornato a diffondersi, con forme nuove e virulente. Gli emendamenti della sinistra sul ddl andavano nella direzione dei post della relatrice Onu su X”
Ester Mieli, senatrice di Fratelli d’Italia, è stata costantemente interrotta dalle urla che provenivano dai banchi delle opposizioni. Schiamazzi e caciara politica mentre si votava il ddl contro l’antisemitismo. Sotto gli occhi delle Comunità ebraiche italiane in tribuna. È questa la terrificante cornice in cui è arrivato il via libera al testo per combattere l’odio. Ma la senatrice di Fratelli d’Italia è andata fino in fondo con coraggio, dimostrando a Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi-Sinistra che tutelare gli ebrei è un dovere morale e civile. Il Pd si è astenuto, tranne sei senatori riformisti (Graziano Delrio, Filippo Sensi, Walter Verini, Pier Ferdinando Casini, Sandra Zampa e Alfredo Bazoli) che hanno votato a favore insieme al centrodestra, ad Azione e a Italia Viva. Invece M5S e Avs hanno espresso voto contrario.
Senatrice, quando è entrata in Parlamento avrebbe mai immaginato di dover approvare un disegno di legge urgente contro l’antisemitismo?
«Quando sono entrata per la prima volta in quest’Aula non avrei mai immaginato che sarebbe arrivata in discussione una legge sull’antisemitismo, perché non avrei mai immaginato che si arrivasse a quest’urgenza. A questa necessità. Perché significa che i dati sono peggiorati, che la situazione è cambiata, che quello che credevamo fosse un problema risolto, non solo non lo era, ma addirittura si è diffuso, come un virus attraverso le piazze, i social e come qualcosa che è diventato di moda. Insomma, fa tendenza e appartenenza».
Il virus dell’odio antiebraico è tornato a diffondersi pericolosamente. Ci sono responsabilità politiche a sinistra…
«Hegel diceva che la sola cosa che impariamo dalla Storia è che non impariamo niente. George Santayana sosteneva, al contrario, che dobbiamo imparare dalla Storia se non vogliamo essere destinati a ripeterla incessantemente. E io mi trovo di più con quest’ultima. Purtroppo, a distanza di molti anni, l’antisemitismo non è stato ancora definitivamente sconfitto. È un morbo che è tornato a diffondersi, con forme nuove e virulente, con la consapevolezza che non è una questione che riguarda solo gli ebrei. Oggi ribadiamo il nostro impegno per prevenire e combattere ogni declinazione di questa piaga, che avvelena le nostre società e ha l’obiettivo di demolire i princìpi di libertà e rispetto che sono alla base della coesione sociale e della nostra Costituzione. In Italia però il Parlamento non è stato disattento, e mercoledì abbiamo aggiunto un nuovo tassello con il ddl. Anche se…».
Cosa? Intende dire che è stato ignorato l’appello all’unanimità?
«Si è lavorato tanto in Commissione, tant’è che sono stati accolti emendamenti delle opposizioni. La relatrice Daisy Pirovano ha fatto un ottimo lavoro. Vorrei ringraziare il presidente di commissione Balboni e anche i capigruppo Malan, Gasparri e Romeo che si sono spesi molto per arrivare alla meta. Resta il dispiacere per un provvedimento che naturalmente e in modo corale poteva vedere l’unanimità. Ho apprezzato molto le parole sincere di Delrio, in rappresentanza dei sei senatori del Pd che hanno votato a favore, quando ieri in Aula ha detto: “Noi crediamo sia giusto dare fiducia a questo testo che crediamo dia speranza alle persone che stanno soffrendo una condizione difficile e che oggi possono dire che il Parlamento, al di là del voto di ognuno, è al loro fianco».
E pensare che Pd e M5S nel 2020 non erano affatto contrari alla definizione dell’International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA)…
«Era il primo giugno 2017, quando il Parlamento europeo approvò a larga maggioranza una risoluzione sulla “lotta contro l’antisemitismo” con la quale, al punto 2, si invitavano gli Stati membri ad adottare e ad applicare la definizione di antisemitismo proposta dall’IHRA. La delegazione del Pd votò a favore, compresa Elly Schlein che al tempo era deputato. E ancora, anche il 17 gennaio del 2020, quando il governo Conte ha accolto la definizione dell’IHRA. Per non parlare della mozione presentata in Senato e alla Camera e votata da Pd e Movimento 5 Stelle».
Ora cosa è cambiato?
«Ora hanno come spin doctor Francesca Albanese che gli detta la linea. Risalgono al 3 novembre 2022 i post su X della fake avvocato Albanese in cui si dice contraria alla definizione dell’IHRA e continua fino ai nostri giorni, a favore, invece, della Dichiarazione di Gerusalemme. E gli emendamenti proposti dalla sinistra andavano proprio in questa direzione».
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