Ambrogio
Milano, il numero di irregolarità edilizie può riguardare fino a 100mila cittadini
Il sindaco ha ragione, i tre soggetti attivi Comune-Procura-Parlamento devono fare la loro parte. Le vittime certe sono i cittadini che hanno acquistato nuove case finite sotto sequestro o i cui lavori siano stati sospesi a causa di inchieste della magistratura sui permessi autorizzativi. Cittadini della classe media, non miliardari, che con grandissimi sacrifici hanno comprato immobili a prezzi tipicamente milanesi.
Come recentemente documentato dal “Comitato Famiglie Sospese” il numero potenziale è folle, le irregolarità contestabili partendo da una legge-madre sull’edilizia del 1942, potrebbe riguardare 100mila milanesi. Noi stiamo con questi cittadini, e insistiamo con il Comune perché in primis riattivi e rinforzi la struttura urbanistica al servizio della città e in secondo luogo perché acceleri su quanto in suo potere per attuare misure giuridicamente e politicamente solide a sostegno delle famiglie colpite. La Procura deve accelerare le due indagini, soprattutto deve evitare di essere un freno alle soluzioni, esercitando il rispetto della legalità ma comprendendo che il riferimento granitico ad una legge del 1942 non può essere usato come una ruspa che spazza via tutto.
Il Parlamento dove giacciono molte proposte di legge, deve fare celermente il suo lavoro. I parlamentari di FdI agiscono per strumentali calcoli politici, pensando alle future elezioni comunali di Milano. Altresì parte dell’opposizione deve abbandonare certe letture ideologiche che hanno portato al blocco al Senato del cosiddetto “Salva Milano”. Non è accettabile che nel 2025 si regoli il comparto edilizio con una legge che ha 83 anni. Nello specifico mi appello a tutti i parlamentari e li invito a studiare uno strumento legislativo ad Hoc. Mi appello infine a tutti i coinvolti, perché si impegnino per uscire urgentemente da questo “stallo alla messicana” dove tutti si puntano un’arma contro ma nessuno dei tre sembra decidersi a fare qualcosa di risolutivo.
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