“Ho agito a difesa del mio Paese e quello che ho fatto l’ho fatto in compagnia del premier Conte, ho fatto quello che c’era nel programma di governo non ritengo che ci sia stato un errore o reato”. Matteo Salvini non cambia di una virgola la sua strategia difensiva. Oggi l’aula del Senato dovrà decidere se mandarlo a processo per la decisione di non concedere un porto alla nave ‘Open Arms‘, che aveva a bordo 55 migranti rimanendo bloccata in mare per 19 giorni nell’agosto 2019.

Il leader della Lega non intende chiedere ‘scudi speciali’ all’assemblea, ritenendo di aver agito nel pieno rispetto delle proprie funzioni. “Se qualcuno domani ritiene che sia un reato ne risponderemo in tanti. Vorrà dire che Conte mi accompagnerà un po’ a Catania e un po’ a Palermo e prenderemo una granita”, scherza, scherzando sulle città nelle quali si trovano i tribunali che ne hanno chiesto l’autorizzazione a procedere.

A tenere banco nell’esecutivo era stata nelle ultime ore la posizione di Italia Viva, che già si espresse in dissenso con la maggioranza nella Giunta delle Autorizzazioni su Salvini. Renzi però nel suo intervento ha sottolineato che Salvini “non agì per interesse pubblico”, sciogliendo così la sulle loro intenzioni di voto e, smentendo alcune indiscrezioni che li dipingevano orientati per il no. Noi dobbiamo rispondere alla domanda non se Salvini ha commesso reati o no, o se fosse accompagnato da altri membri del governo. A questo risponde la magistratura. Ma se ci fu interesse pubblico. E per me l’interesse pubblico non c’è nel tenere un barcone lontano dalle coste“, ha detto Renzi.

I timori di un nuovo voto in dissenso erano emersi per le parole del capogruppo renziano Davide Faraone ad Agorà Estate su Rai Tre: ““Dalle carte abbiamo visto e approfondito che c’è una responsabilità oggettiva, secondo noi, dell’intero governo –  aveva detto – Io non credo che allora il comportamento esclusivamente sbagliato fosse soltanto quello di Salvini. Allora quel comportamento sbagliato era di un governo”.

L’INTERVENTO DI SALVINI – Nel suo intervento Salvini ha ironicamente detto “grazie” a coloro che lo manderanno a processo “perché mi fate un gran regalo e io in quel tribunale ci vado a testa alta. “Noi alle idee contrapponiamo altre idee. Non i tribunali e i processi politici. L’unico tribunale per noi è quello del popolo”, ha ribadito il leader della Lega.