I cittadini cinesi, primi ad entrare in lockdown per via della pandemia che gli è esplosa in casa partendo dall’ormai celebre mercato alimentare di Wuhan, saranno anche i primi a poter tornare a viaggiare: lo potranno fare grazie al “passaporto vaccinale”, un programma lanciato per la prima volta nel mondo proprio in Cina. Si tratta di un certificato digitale che mostra lo status vaccinale del soggetto con i risultati dei test e vi si può accedere attraverso la piattaforma social WeChat.

Lo scopo del documento è di “aiutare a promuovere la ripresa economica mondiale e facilitare i viaggi oltrefrontiera”, riferisce il Ministero degli Esteri cinese. Al momento però questo “passaporto”, che può essere richiesto anche in forma cartacea, non è obbligatorio ed è previsto soltanto per chi ha la cittadinanza cinese.

“Il certificato contiene un codice Qr che consente alle autorità degli altri Paesi di ottenere le informazioni sanitarie dei turisti provenienti dalla Cina”, spiega l’agenzia statale Xinhua. Un sistema simile viene già utilizzato nel Paese per regolare l’accesso ai trasporti e ad altri luoghi pubblici: alcune app che “tracciano” gli spostamenti dei cittadini e producono un codice “verde” se l’utente non è stato in stretto contatto con persone infette o non ha viaggiato in zone considerate focolai.

Una novità potrebbe riguardare anche gli ingressi nel Paese: il ministro degli Esteri Wang Yi ha suggerito che gli arrivi internazionali vengano esentati dalla quarantena di 14 giorni se hanno un risultato negativo al tampone e un passaporto vaccinale.

Nel resto del mondo Stati Uniti e Gran Bretagna stanno pensando di implementare presto una misura simile, mentre l’Ue sta lavorando a un “green pass” per permettere ai propri cittadini che siano stati vaccinati di muoversi liberamente all’interno e all’esterno dei confini europei.

Napoletano, Giornalista praticante, nato nel ’95. Ha collaborato con Fanpage e Avvenire. Laureato in lingue, parla molto bene in inglese e molto male in tedesco. Un master in giornalismo alla Lumsa di Roma. Ex arbitro di calcio. Ossessionato dall'ordine. Appassionato in ordine sparso di politica, Lego, arte, calcio e Simpson.