A questo punto ci si chiede se il passaporto vaccinale introdotto in Israele sarà poi adottato anche nel resto del mondo. Perché al momento, per quello che riguarda la campagna vaccinale anti-covid, è lì che si guarda, a Tel Aviv. Che ha somministrato finora a quattro milioni e mezzo di persone le due dosi del vaccino Pfizer. Circa metà della popolazione.

Il ministero della Salute ha fatto anche sapere che il farmaco è efficace nell’89% dei casi nell’evitare il contagio. Le stesse autorità avevano fatto sapere che una sola inoculazione è efficace al 99,9% nello scongiurare i decessi. Perciò si allentano le restrizioni: da ieri, dopo due mesi di lockdown, riaprono negozi, palestre, centri commerciali, biblioteche e musei. Restano in vigore l’uso delle mascherine e le precauzioni anti-contagio.

È stato quindi introdotto il cosiddetto Green Pass: per accedere a palestre, hotel, piscine, eventi sportivi e culturali va infatti esibito questo certificato che dimostra di aver ricevuto la seconda dose del vaccino almeno una settimana fa. Il Pass ha validità soltanto per la giurisdizione israeliana anche se il premier Benjamin Netanyahu sta cercando di trovare un accordo con Grecia e Cipro per consentire gli spostamenti ai vaccinati in primavera. In Israele sono ancora bloccati i voli internazionali fino a 6 marzo. Scuole medie chiuse, aperte elementari e gli ultimi due anni del liceo.

Il certificato dura sei mesi e si ottiene inserendo il proprio numero di carta d’identità nel database del sito allestito appositamente. Si ottiene un codice a barre che va quindi mostrato all’ingresso delle attività tramite app o stampato. Viene ammesso nei locali anche chi è stato contagiato ed è guarito. Chi ha rifiutato il vaccino o non è previsto nella campagna come gli under 16 e chi non è stato contagiato da oggi può frequentare negozi, supermercati, musei e biblioteche.

Israele ha una larga fetta di popolazione che non segue le norme di distanziamento e precauzione, soprattutto la comunità ultraortodossa che rappresenta il 12% degli abitanti. Alcuni esponenti sono scettici verso i vaccini e in generale verso la scienza moderna, affidano il destino o le coincidenze alla provvidenza divina. Leader della comunità hanno comunque lanciato degli appelli alla vaccinazione lo scorso dicembre.

Antonio Lamorte