Israele
Pena di morte per i terroristi palestinesi e i commenti sotto al video di Ben-Gvir: le lancette della civiltà tornano indietro a tempi oscuri
Sui social è stato diffuso un video in cui il ministro per la Sicurezza nazionale israeliano, Itamar Ben-Gvir, brinda dopo che la Knesset, il Parlamento del suo Paese, ha approvato una legge che sancisce la pena di morte per i terroristi palestinesi. Il testo recita così: “È passibile di condanna a morte chi causa intenzionalmente la morte di una persona nell’ambito di un atto di terrorismo, con l’intento di negare l’esistenza dello Stato di Israele”. Come era prevedibile, non si sono fatti attendere coloro che sotto il video dei festeggiamenti di Ben-Gvir hanno commentato con frasi come queste: “Vi tornerà tutto indietro”, “Siate maledetti”, “La storia non vi ha insegnato nulla”.
Ora, non è certo mia intenzione difendere chi gioisce dopo aver appreso la notizia che sia stata approvata una legge che prevede la pena di morte, né scagionare dalle sue responsabilità il ministro della Sicurezza israeliana che più volte – durante le interviste – ha rilasciato dichiarazioni che hanno fatto dubitare della sua integrità morale. Vorrei però far riflettere sul fatto che proprio chi parla di giustizia, pietà e solidarietà nei confronti dei palestinesi sia poi amorale tanto quanto Ben-Gvir quando si parla del popolo di Israele, al quale si vuole negare non solo di capire le motivazioni della sua deriva morale, ma si arriva ad augurare tutto il male del mondo. Sarebbe utile invece partire proprio dalla storia per comprendere il perché si sia arrivati a tanto; un popolo che da secoli catalizza su di sé l’odio del mondo e viene emarginato, bistrattato e condannato a morte solo per il fatto di esistere sarà forse giunto alla conclusione che per non essere cancellato sia necessario applicare la legge del taglione. Ma questa non è una degenerazione morale che colpisce solo Israele: è un decadimento generale dei valori, una sconfitta per l’intera umanità.
Se vogliamo poi essere precisi, nell’approvazione della legge si parla anche della possibilità da parte del Tribunale che si troverà a giudicare i terroristi di convertire, per alcuni di essi, la pena capitale in ergastolo; questo “dettaglio” però passa volutamente in secondo piano. Viene bypassata anche e soprattutto la seconda parte della legge: “Chi causa intenzionalmente la morte di una persona nell’ambito di un atto di terrorismo, con l’intento di negare l’esistenza dello Stato di Israele”. Qui si parla non solo di terrorismo, ma di gente che vuole l’annientamento di un intero popolo. Praticamente si stanno condannando delle SS, solo che invece di avere nazionalità tedesca hanno nazionalità araba. Forse, detta così, la legge avrebbe suscitato minore indignazione anche a livello internazionale. Dovremmo provare a chiedere a chi, sotto il video di Ben-Gvir augura la morte, cosa farebbe se un terrorista uccidesse i suoi figli investendoli con un’auto lanciata a folle velocità, o facendoli saltare in aria con dell’esplosivo. Solo in questo modo uscirebbe fuori l’altra faccia di chi odia ma si sente buono perché crede di aver individuato il nemico “giusto”. Solo così vedreste che quei commenti carichi d’odio sarebbero dirottati sui terroristi, e non su chi vuol restituire loro la stessa moneta.
Ripeto: non voglio difendere Ben-Gvir, né dire sia giusto adottare la pena di morte che considero una aberrazione del diritto e che riporta indietro le lancette della civiltà a tempi oscuri. Sto solo dicendo che bisognerebbe cercare di capire perché il mondo si stia abbrutendo in questa maniera, e per quale motivo stiamo qui, in un’epoca dove la tecnologia dovrebbe migliorare la vita di ognuno di noi, a discutere se sia giusto o no condannare a morte qualcuno.
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