Lanterne accese nelle strade fra le 19 e le 21 di stasera per la notte delle edicole. L’evento voluto dal sindacato nazionale giornalai d’Italia (Sinagi) per lanciare un appello e chiedere misure di sostegno vuole puntare i riflettori su un settore da tempo in forte crisi, fonte di cultura e democrazia e fortemente chiamato, negli ultimi anni, alla sfida del rinnovamento. Gli edicolanti chiedono che sia riconosciuto il credito d’imposta da parte dello Stato, che diventi strutturale, riconosciuto a fronte di spese sostenute per l’attività, come pure il bonus per il sostegno della diffusione capillare della carta stampata su tutto il territorio nazionale finanziato dal Fondo per l’editoria con una dotazione di almeno 25 milioni di euro.

Ma anche che sia riconosciuto lo status di lavoro usurante per chi opera in edicola e una nuova rottamazione delle licenze con accompagnamento alla pensione degli edicolanti sul modello dell’anticipo di pensione ottenuto dalle aziende editoriali, anch’esso finanziato dal Fondo per l’editoria.

I chioschi che vendono riviste e quotidiani “Sono un punto di riferimento per la gente nei quartieri, nei paesi piccoli, nei centri storici. Ad esempio hanno contribuito alla vendita di mascherine durante il Covid – ha dichiarato Giuseppe Marchica segretario nazionale del sindacato a Repubblica -, noi vogliamo vivere del lavoro che facciamo, non vogliamo l’elemosina”.

Lumi accesi davanti ogni edicola a partire dalle 19:00 dunque, magari con la speranza di tornare ad attirare l’attenzione dei lettori. Nel frattempo, nell’ambito dell’iniziativa, è prevista anche una manifestazione nazionale fissata al prossimo 21 novembre al teatro Capranichetta di Roma.

Redazione

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