Nel periodo di emergenza Covid-19 tutti gli aspiranti professionisti ad eccezione degli aspiranti avvocati, sosteranno la loro prova abilitativa in una sola modalità (ovvero) l’orale.
È stato proprio in neo Ministro per l’università e la ricerca, Gaetano Manfredi, ad annunciato che per le professioni di dottore agronomo e dottore forestale, agrotecnico, architetto, assistente sociale, attuario, biologo, chimico, geologo, geometra, ingegnere, perito agrario, perito industriale, psicologo, odontoiatra, farmacista, veterinario, tecnologo alimentare, dottore commercialista, esperto contabile e revisore legale “la disciplina ordinaria è derogata”.

Gli aspiranti avvocati invece, potenziali professionisti di serie C, dovranno aspettare sine die l’ingresso alla professione. E non solo!!! Per i porta voce della battaglia antidiscriminazione dei praticanti avvocati c’è di più.

“La bozza del testo dell’art. 240-quater del DL Rilancio (che dovrebbe disciplinare la ripresa delle correzioni ndr) non solo non raccoglie le preoccupazioni di molti aspiranti avvocati che hanno sostenuto la prova scritta nello scorso dicembre, ma non fa altro che investire le sottocommissioni di poteri discrezionali e oneri che non gli competono con una norma lacunosa e imprecisa.
Ancora una volta il Governo ha deciso di non decidere, limitandosi ad utilizzare formule di stile e fantasia giuridica”, sostengono a gran voce le dottoresse Claudia Majolo, Federica Torta ,Carmen Savasta e i dottori Riccardo Prisciano e Stefano Bellodi.

“Saranno infatti le singole sottocommissioni a disporre le modalità telematiche con le quali effettuare il collegamento a distanza e a dettare le disposizioni organizzative volte a garantire la trasparenza, la collegialità, la correttezza e la riservatezza delle sedute”- proseguono i giovani professionisti- “Si tratta di mere facoltà poste in capo alle singole sottocommissioni che, oltre a costituire una deroga peggiorativa alla disciplina di settore, non fanno altro che alimentare l’incertezza dell’azione dei commissari, prolungando ulteriormente i tempi di correzione e vanificando gli sforzi e i sacrifici di 25mila giovani laureati italiani.

A conti fatti, nessun candidato della sessione 2019 otterrà l’abilitazione nell’anno 2020 ed anzi, a fronte di detta norma, tutti gli aspiranti avvocati d’Italia dovranno sostenere senza alcun dubbio nuovamente l’esame scritto nel mese di dicembre prossimo venturo.”
Per questi motivi alcune associazioni, fra cui UPAvv, e LIGAvv sta organizzando una manifestazione di piazza nella data del 4 giugno, non appena verrà allentata la stretta del lockdown. Le associazioni tutte proclamano sin da subito lo stato di agitazione a nulla escludendo proteste in forma di sit-in presso le singole corti d’appello sul territorio nazionale.