Lo scaffale
Quella storia di Steve Jobs mai raccontata: Geoffrey Cain ricostruisce il decennio mancante del genio di Cupertino
La storia di Steve Jobs viene di solito raccontata in due tempi: l’ascesa del giovane fondatore di Apple e il ritorno del visionario che non solo salverà l’azienda, ma segnerà un’epoca inventando iPod, iPhone e iPad. In mezzo, però, c’è una lunga parentesi spesso liquidata in poche righe: l’allontanamento del 1985 e i 12 anni trascorsi fuori da Apple. È proprio lì, però, che il giornalista Geoffrey Cain colloca il cuore della sua storia. Il suo libro “Steve Jobs. L’esilio”, pubblicato in Italia da Egea a 15 anni dalla scomparsa del genio, non aggiunge soltanto un capitolo alla biografia di Jobs: sposta il baricentro del personaggio, mostrando come il fallimento sia stato il vero motore della sua trasformazione. Attingendo a materiali inediti, documenti aziendali e interviste ai protagonisti di quegli anni, Cain ricostruisce la storia di NeXT, la società fondata da Jobs dopo l’estromissione da Cupertino. Non un semplice intermezzo tra due successi, ma un laboratorio umano e imprenditoriale: una stagione di ambizioni smisurate, errori strategici, quasi bancarotte e intuizioni decisive.
È qui, sostiene Cain, che si forma il Jobs maturo. Non più soltanto il prodigio impulsivo degli inizi, ma un leader segnato dal fallimento, costretto a distinguere l’essenziale dal rumore, a cambiare metodo, a trasformare l’ossessione per la perfezione in capacità di ricostruzione. Il cosiddetto “decennio perduto” diventa così il passaggio decisivo che prepara una delle più grandi rinascite nella storia della tecnologia. Il libro mostra anche perché NeXT, pur non essendo mai diventata un grande successo commerciale, sia stata fondamentale per il futuro di Apple. Quando l’azienda della Mela, ormai in crisi, acquista NeXT nel 1996, non compra soltanto una tecnologia avanzata: compra il ritorno del proprio fondatore e la base tecnica e culturale della sua rinascita. È dall’esilio, in altre parole, che nasce il secondo atto della leggenda di Steve Jobs. Dall’inchiesta di Cain esce un Jobs spesso insopportabile, accecato dalla perfezione, capace di intuizioni formidabili e insieme di errori clamorosi. Ma proprio per questo più credibile. Più che demolire il mito, Cain lo ricostruisce su basi più solide: non il genio infallibile, ma un leader che diventa tale passando attraverso sconfitte, umiliazioni e apprendistato.
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