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Regione Veneto, ecco il dossier Sicurezza sul lavoro. L’attenzione per gli infortuni gravi: sono il doppio dei casi mortali
Sul tavolo del nuovo governo regionale veneto è arrivato, fra i primi e più impegnativi, il dossier sicurezza sul lavoro. Cisl Veneto ha chiesto unitariamente con Cgil e Uil un incontro urgente ai due assessori più direttamente coinvolti: Gino Gerosa, alla Sanità, ed Elisa Venturini, all’Ambiente e Protezione Civile. Sul tavolo tre capitoli precisi: il Piano mirato di prevenzione sulle cadute dall’alto, fra le prime cause di morte nei cantieri veneti; la questione mai chiusa dei Pfas, che continua a pesare sulla salute dei lavoratori dei distretti del vicentino e del veronese; l’amianto, rispetto al quale il Veneto è tuttora privo di un piano regionale aggiornato e dove le bonifiche procedono a rilento.
Il quadro entro cui questi temi si inseriscono è già stato tracciato dalla Regione nei mesi scorsi con l’introduzione, su sollecitazione sindacale, del monitoraggio degli infortuni gravi: una novità importante, perché restituisce visibilità a una fascia di episodi — quelli che non finiscono in tragedia ma lasciano segni permanenti — che sono quasi il doppio dei casi mortali. Il Piano mirato regionale sui gravi infortuni è il binario su cui costruire una politica di prevenzione più capillare, e il sindacato ha già dichiarato la propria disponibilità a collaborare. L’occasione che si apre per la giunta Stefani è importante. Il presidente, nelle sue prime uscite pubbliche, ha più volte ben indicato sanità e sociale come architravi del proprio mandato; la salute di chi lavora è il punto esatto in cui questi due capitoli si incontrano.
Le competenze tecniche sono in casa: Gerosa, cardiochirurgo di rilievo internazionale, conosce il sistema sanitario regionale dall’interno e ha già parlato di reingegnerizzazione del modello universalistico; Venturini porta un’esperienza amministrativa lunga sui temi ambientali. La sfida è far convergere queste competenze su un terreno dove la prevenzione ha bisogno di continuità, di risorse e di una regia chiara. È su questo dossier, più che su molti altri, che si misurerà la capacità del nuovo governo regionale di tradurre in atti concreti l’attenzione al territorio annunciata nei programmi.
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