I primi due pazienti a essere visitati sono state due signore. Anna, 97 anni, ha incontrato il figlio. Piccarda, 94, ha incontrato la nuora. Loro le prime a incontrare i parenti dopo lo chiusura dell’rsa causata dall’emergenza coronavirus. Il Pubblico Albergo Trivulzio, a Milano, riapre in via sperimentale alle visite. Per il momento previste due ore di visite al mattino e due al pomeriggio. Una volta a regime si arriverà a una decina di visite al giorno nelle varie strutture. “L’appuntamento viene pianificato per garantire, a regime, una visita per ospite ogni 15 giorni – ha spiegato Fabrizio Pregliasco, supervisore scientifico della struttura – Viene data priorità alle persone più anziane e con problematiche che lo psicologo ritiene importanti previa verifica delle condizioni cliniche sia dell’ospite che del famigliare, che poi nei 14 giorni successivi la visita ci deve informare nel caso sopraggiungano sintomi sospetti”.

Le visite vengono condotte con tutte le misure precauzionali del caso. Ovvero a distanza di sicurezza, protetti da camici, cuffie, calzari e mascherine. Al momento le regole della Rsa prevedono un’ora di visita, all’aperto, a due metri di distanza. Prima dell’arrivo nella struttura previsto un triage telefonico. Se alla visita non ci sono controindicazioni, un triage all’ingresso della struttura; successivamente la vestizione.

“Finalmente così ti riconosco”, ha detto al figlio la signora Anna una volta che questo ha abbassato la mascherina. La signora non era mai risultata positiva al covid. La signora Emma, risultata positiva ma guarita, invece si aspettava di vedere più il nipote che la nuora, con la quale se l’è anche presa per non aver preso gli asciugamani giusti. “Mi ha riconosciuta subito – ha detto la donna della suocera – non si è lamentata dei dispositivi di protezione: sono ben informati e sanno che devono fare così”. A monitorare i colloqui un medico referente e un infermiere.

“Ci eravamo preparati con due gazebo distinti, abbiamo apparecchiato un angolo e messo delle piante per rendere anche il contesto dell’incontro gradevole. Erano previsti tutta una serie di passaggi di vestizione e svestizione. Ora nel pomeriggio si terranno altre due visite, per un totale di 4 previste per oggi”, ha aggiunto Pregliasco. L’occasione dell’ingresso dei familiari ha permesso anche di sbrigare pratiche  importanti come la firma dell’aggiornamento dei piani assistenziali  individuali (Pai).

Proprio oggi è terminata la fase di raccolta di testimonianze tra medici, infermieri, operatori, parenti di anziani e funzionari regionali e dell’Ats (ex Asl) nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Milano sui contagi e le morti al Pat. Tra gennaio e aprile i decessi sono stati 405, 45 a maggio. Ancora 5o i casi positivi. Sono 800 gli ospiti della struttura. Oltre 20 le Rsa milanesi al centro delle indagini. Le case di riposo si sono rivelate tra i punti più critici dell’epidemia. Secondo le stime di fine aprile del direttore regionale per l’Europa dell’Organizzazione mondiale della Sanità circa la metà delle morti per covid erano residenti in case di riposo.

Redazione