Si apre un nuovo fronte di polemica tra il governo e le opposizioni. Con il maxiemendamento presentato dall’esecutivo alla manovra arriverà infatti dal 2021 in poi un ritocco alle clausole di salvaguardia sulle accise sui carburanti, per le quali si profila un aumento complessivo di oltre 3 miliardi nel triennio: 868 milioni nel 2021, da 732 milioni nel 2022, da oltre 1,5 miliardi nel 2023.

La stangata sui carburanti servirà ad alleggerire del 70% l’impatto della plastic tax, allentare la stretta sulle auto aziendali e far scattare in maniera retroattiva dal 2019 la ‘Robin tax’ sulle concessioni pubbliche.

La proposta emendativa, inoltre, per quanto riguarda le accise sul gasolio commerciale (articolo 76), stabilisce “che i veicoli di classe euro 3 siano esclusi dal beneficio fiscale della riduzione dell’accisa sul gasolio per autotrazione utilizzato in alcune tipologie di automezzi per il trasporto di merci e passeggeri, a decorrere dal primo luglio 2020 (anziché dal primo marzo 2020)”.

Una scelta pesantemente criticata dai componenti di Forza Italia della commissione Bilancio: “Finalmente il governo esce allo scoperto. Abbiamo ricevuto in Senato un ‘super’ emendamento nel quale ritocca lievemente al ribasso gli introiti di alcune tasse, ma recupera oltremodo cassa aumentando le accise di un 1 miliardo e mezzo. Inoltre, agli italiani sarà chiesto di versare un 3 per cento in più di Ires su acque minerali, energia elettrica e altro ancora. Il combinato disposto di questi aumenti si traduce non solo in un immediato caro-carburante, ma anche in un sovrapprezzo per tutti i prodotti dei settori colpiti, dalle Autostrade all’energia elettrica, dall’acqua minerale alle Ferrovie. Ora capiamo perché la maggioranza ha tentennato tanto. Per preparare una stangata senza precedenti di cui non può che vergognarsi”.

Redazione