Via libera dell’Ue alla richiesta della Francia di cancellare tre tratte aree di corto raggio per risparmiare le emissioni di Co2 e, allo stesso tempo, fornendo ai viaggiatori un servizio di trasporto ferroviario adeguato. La decisione esecutiva è stata pubblicata in Gazzetta europea lo scorso venerdì e il via libera è arrivato dopo che, nel dicembre nell’anno scorso la Commissione aveva manifestato riserve – riguardo eventuali distorsioni nella concorrenza – sulla proposta iniziale da parte di Parigi. Secondo la Francia, la decisione porterà ad un risparmio totale di 55mila tonnellate di emissioni di Co2.

La Commissione, tuttavia, ha spiegato che l’iniziativa della Francia non può comprendere altre tratte rispetto a quelle elencate nella decisione: Orly-Bordeaux, Orly-Nantes, Orly-Lione. “Gli effetti negativi di qualsiasi restrizione dei diritti di traffico sui cittadini e sulla connettività europei devono essere compensati dalla disponibilità di modi di trasporto alternativi a prezzi accessibili, che siano convenienti e più sostenibili”, si legge nella decisione esecutiva.

Dopo un anno di negoziati la Francia prevede il blocco dei voli nella sua legge del 2021 su “Clima e resilienza”. Lo stop quando il binario garantisce lo stesso spostamento in meno di 2 ore e mezza. Sommersa dai ricorsi, la Commissione Ue dà ora un via libera solo parziale. Chi viaggia deve poter restare almeno 8 ore nella città di arrivo. L’altolà permesso a Parigi è un precedente per tutti i Paesi comunitari, Italia inclusa.

Sull’applicazione pratica il divieto nel nostro Paese riguarderebbe rotte peraltro oggi nemmeno servite da alcuna compagnia aerea o perché i flussi sono ridotti o perché i passeggeri si sono già spostati sui treni veloci di Trenitalia o Italo. In Italia collegamenti aerei come quello tra Roma e Firenze, che Ita Airways ha sperimentato nel 2022 prima di sospenderlo a giugno per scarsità di passeggeri, non avrebbe più ragione di tornare in pista. Tra le altre tratte a rischio c’è anche quella da Roma Fiumicino a Pisa, Bologna e Napoli, tutte operate da Ita Airways.

“È un importante passo avanti nella politica di riduzione delle emissioni di gas serra. Sono orgoglioso che la Francia sia pioniera in questo settore “, ha dichiarato il ministro dei trasporti Beaun,e tramite un comunicato stampa. Sarah Fayolle, responsabile della campagna sui trasporti di Greenpeace Francia, ha invece un approccio più pragmatico. Durante un’intervista a Euronews ha infatti sottolineato come ci siano “aspetti sia negativi che positivi” nella decisione della Commissione europea, dato che solo tre rotte sono interessate. “Stiamo andando nella giusta direzione, ma la misura iniziale è ambiziosa. Dobbiamo andare ancora oltre”, ha commentato.

Riguardo ai jet privati, nonostante il loro impatto sull’ambiente sia molto più importante dei voli di linea (un rapporto di Transport and Environment ha rilevato che i jet privati sono fino a 14 volte più inquinanti dei voli commerciali per miglio passeggero e 50 volte peggio dei treni), sembra improbabile che la Francia li vieti totalmente. Il portavoce del governo, Olivier Véran ha ribadito che “ovviamente non si tratta di vietarli”, visto il loro importante ruolo nell’economia francese. “I francesi non devono avere la sensazione che siano sempre gli stessi a cui viene chiesto di impegnarsi. Possiamo capire che un francese attento nella sua vita quotidiana sia scioccato dal fatto che alcuni suoi concittadini possano prendere un jet privato per fare salti delle pulci”, ha dichiarato durante una trasmissione radiofonica di France Inter.

I transalpini detengono il maggior numero di privati jet in Europa, secondo i recenti dati dell’aviazione, con voli frequenti per Parigi e la Costa Azzurra. Un decimo di tutti i voli in partenza nel 2019 sono stati effettuati da jet privati, ha rilevato una ricerca T&E, con la metà che ha percorso meno di 500 km. In questo caso è probabile che il Governo parigino opti per imposte pesanti e restrizioni, più che per un divieto totale. Secondo alcuni, alle aziende verrà inoltre chiesto di pubblicare i dettagli sull’utilizzo dei loro aeromobili aziendali, per una maggiore trasparenza.

Redazione