Lo scaffale
Storia della Cometa di Halley, il racconto di Gennaro Serio
«Edmund Halley apparve un mattino in cui suo padre rovesciò il sale sul tavolo della cucina. Le confuse costellazioni che si disegnavano sul nodoso piano di quercia avrebbero potuto suggerire al neonato il suo destino, eppure così non fu, perché, in quanto neonato, Edmund non vedeva nulla». Halley è quello della famosa cometa: un condottiero tra mare e cielo. Di lui, e di molto altro, si parla in questo libro intrigante, raffinato, scritto da Gennaro Serio (“Il viaggiatore breve“, L’Orma), nel quale si racconta di questo navigatore del Seicento alle prese con i pericoli degli oceani e il miraggio delle stelle. È una narrazione frastagliata come le coste viste dal veliero di Halley, inframezzata da molti rimandi culturali, letterari e filosofici.
Un romanzo breve, un po’ alla Borges, ove s’incrociano scienza, filosofia, racconto di mare. E così ecco i greci, Giordano Bruno. Fino a Giorgio Manganelli, al Tommaso Marinetti che due secoli dopo griderà il suo «Uccidiamo il chiaro di luna», queste smancerie da «imbambolati». Halley, sprezzante del pericolo, va a caccia della fantasia e della realtà delle stelle sopra di noi. Ecco finalmente la cometa che «tornerà e ritornerà, fino a quando tra qualche milione di anni non si sarà dissolta nel nulla». Il viaggio diventa dunque visionario, il protagonista è diviso tra rigore scientifico e inquietudine interiore, la ricerca delle leggi dell’universo si trasforma in una ricerca di senso.
La famosa Cometa di Halley aleggia più come simbolo che come oggetto centrale: rappresenta ciò che ritorna, ciò che sfugge e allo stesso tempo può essere previsto. “Il viaggiatore breve” è un libro misterioso e lucente, che corre tra le mani del lettore come una piccola stella.
© Riproduzione riservata




