Condanne da 16 ai 18 anni. È la richiesta avanzata, al termine di una requisitoria durata circa sei ore, dai pm della Procura di Ancona Paolo Gubinelli e Valentina Bavai nei confronti della cosiddetta banda dello spray, i sei giovani della Bassa Modenese a processo con rito abbreviato per la strage della discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo.

Nella notte tra il 7 e l’8 dicembre del 2018 morirono, schiacciati dalla calca all’uscita del locale, cinque adolescenti e una mamma. I sei giovani sono accusati di aver spruzzato dello spray urticante per rubare catenine e gioielli vari: un modus operandi che la banda aveva utilizzato anche in altre zone d’Italia.

Quella sera decine di ragazzi stava aspettando l’esibizione live del trapper Sfera Ebbasta quando, secondo la tesi della Procura, i sei giovani hanon spruzzato lo spray per mettere a segno le rapine. L’azione provocò un fuggi fuggi generale nel quale le sei vittime morirono schiacciate dalla calca, anche per il crollo di una passerella in cemento davanti a una delle uscite della ‘Lanterna Azzurra’.

Per l’identificazione della ‘banda’ è stato fondamentale il ritrovamento del Dna di uno dei sei arrestati su una bomboletta spray trovata sul pavimento della discoteca di Corinaldo, oltre ad una serie di intercettazioni telefoniche in cui è emerso il modus operandi del gruppo anche in episodi simili avvenuti in altre città.