Nel caso la prossima legge di bilancio del Governo dovesse vedere al suo interno la “sugar tax” e la “plastic tax”, due misure che prevedono la tassazione sulle bevande zuccherate e sull’uso delle plastiche per imballaggio, gli stabilimenti di Coca Cola di Oricola (L’Aquila) e Marcianise (Caserta) sono a rischio.

L’allarme è stato lanciato dai vertici della multinazionale americana durante una riunione col governatore dell’Abruzzo Marco Marsilio, durante la quale è stato chiesto un intervento della Regione e della politica nazionale.

“Il rischio di chiusura è concreto – conferma Giangiacomo Pierini, direttore delle comunicazioni e affari istituzionali di Coca Colta Italia – Questa misura comporterebbe, solo per lo stabilimento di Oricola, un aumento della tassazione pari a 180 milioni di euro, di cui 140 per la sugar tax e 40 per la plastic tax: una cifra impossibile da gestire soprattutto per una realtà produttiva come quella di Oricola che è dedicata esclusivamente alla produzione di bottiglie in plastica Pet”.

Pierini ha spiegato che l’azienda sta  valutando “diverse opzioni per rispondere ad una tassa che prevede, ad esempio, un aumento della materia prima, il Pet, del 110%: aumenti di costo di questo tipo non possono essere assorbiti dalla struttura industriale presente sul Paese – continua – In questo momento abbiamo tre stabilimenti di produzione di bevande gassate uno al Nord, a Nogara, vicino a Verona, uno a Oricola e uno a Marcianise in Campania, i due stabilimenti del Centro e del Sud sono quelli più a rischio”.