I musulmani sono circa un miliardo e 600 milioni, sparsi in tutto il mondo. Credono in un unico Dio, Allah, e nel suo profeta, Maometto. Professano i cinque pilastri dell’islam – la professione di fede, la preghiera, l’elemosina legale, il digiuno durante il mese di Ramadan e il pellegrinaggio alla Mecca – e condividono un libro sacro, il Corano. Una grande frattura divide tuttavia in due parti il mondo dell’Islam: la divisione tra musulmani sunniti e musulmani sciiti che dura da secoli e che causa ancora oggi tensioni e conflitti.

Alle origini di tale spaccatura c’è la morte di Maometto, avvenuta nel 632 dopo Cristo. Alla scomparsa del profeta seguaci e fedeli si posero il problema della successione del loro capo religioso e politico. La maggioranza dei musulmani appoggiò Abu Bakr, amico e padre di Aisha, moglie del profeta. Questa parte prese il nome dalla Sunna, il codice di comportamento della comunità di fedeli all’Islam (la cosiddetta Umma). Un’altra parte affermava invece che la successione avrebbe dovuto seguire una linea dinastica e quindi appoggiò Ali, cugino e genero di Maometto. I membri di questa minoranza presero a definirsi “partigiani di Ali”, da “shiaat Ali”, e dunque sciiti.

Ad avere la meglio furono i primi, anche se per un breve periodo Ali vestì i panni del quarto califfo. La frattura divenne insanabile nel 680, quando i sunniti uccisero l’imam Hussein, figlio di Ali, a Kerbala, in Iraq. Ancora oggi gli sciiti ricordano quello che considerano il martirio del loro terzo imam nella cosiddetta Ashura, celebrazione durante la quale si flagellano.

Con il passare dei secoli le differenze tra le due correnti si sono accentuate nel culto e nella dottrina. Sunniti e sciiti pregano in modo diverso e pronunciano diverse professioni di fede. I sunniti non hanno un vero e proprio clero organizzato: sono gli imam a guidare la preghiera. Gli sciiti al contrario preparano il clero in apposite università islamiche. Inoltre i “partigiani di Ali” vedono gli ayatollah, loro leader religiosi, come rappresentanti della divinità sulla terra e attendono la rivelazione del dodicesimo e ultimo imam che un giorno si svelerà per compiere la volontà di Allah sulla Terra.

A oggi la divisione tra le due correnti è sia politica che religiosa. I sunniti rappresentano l’80 per cento circa dei musulmani nel mondo. L’avamposto dello sciismo è l’Iran, a partire dalla rivoluzione khomeinista del 1979. I paesi del Golfo sono le roccaforti dei sunniti. E in particolare l’Arabia Saudita, dove si trovano alcuni tra i principali luoghi sacri della religione islamica. Tutte le guerre e le tensioni all’interno dei paesi a maggioranza musulmana sono stati e sono causati o alimentati dalla contrapposizione tra sunniti e sciiti.