La mossa politica e comunicativa
Toti come Moro, una lettera contro la classe dirigente e politica: il silenzio dei leader alle dimissioni del governatore

La missiva vergata da Giovanni Toti la si può leggere riga dopo riga, soffermandosi e commentandone il contenuto, oppure diversamente la si può soltanto guardare senza calarsi nello scritto, ma facendosi catturare dalla trama disegnata da quella grafia tutta in stampatello. Tra le due strade ho preferito immediatamente imboccare la seconda, a mio avviso anche molto più impegnativa rispetto alla prima, lasciando che fosse la memoria visiva a decidere autonomamente dove farmi deragliare. Così, quando la foto dello scritto, con il quale Toti si è dimesso da presidente della regione Liguria, mi è comparsa sullo smartphone l’associazione mnemonica ha spalancato la porta del ricordo sulle immagini delle lettere di Aldo Moro.
Di colpo hanno preso vita tutte quelle incrostazioni e rimasugli vari che, senza un senso e una logica a noi effettivamente chiari, ci restano attaccati nei meandri del cervello rettile, pronti a balzare fuori all’improvviso come le molle da un vecchio materasso. Il leader democristiano, rapito e ucciso dalle Brigate Rosse, ne scrisse diverse tutte di proprio pugno, come hanno dimostrato le varie perizie calligrafiche commissionate al tempo, e forse è stata propria la scelta anacronistica di Toti di trasferire direttamente sulla carta tutte le zavorre emotive che dal 7 maggio scorso accompagnano il suo percorso di vita, a costruire il ponte tra due momenti lontanissimi e imparagonabili, eppure con una consonanza tragica da non sottovalutare.
Entrambi, Aldo Moro direttamente e Giovanni Toti in maniera implicita ma non meno evidente, si rivolgono e chiamano in causa la classe dirigente e politica delle rispettive stagioni. Il loro è un disperato invito alla necessità di ritrovare e riaffermare il primato valoriale della Politica, con la iniziale in maiuscolo ogni qualvolta ha il coraggio di tagliare il cordone ombelicale dell’ordinarietà per indicarci un orizzonte comune. A non smettere, in nessuna circostanza, la veste della gravitas che ne qualifica e legittima l’azione e l’opera. Solo che gli appelli di Moro caddero nel vuoto, rimasero inascoltati dai più, volutamente rimossi e colpevolmente dimenticati, così come, fatta una necessaria tara a contesti e contenuti molto diversi, anche tutto il non detto che è nello scritto di Giovanni Toti ha prodotto un rumorosissimo silenzio. I leader politici e non solo, fatta qualche eccezione come il ministro della Difesa Guido Crosetto, hanno preferito una difesa d’ufficio, senza passione, né convinzione, denunciando con il loro silenzio l’incomprensibilità delle conseguenze che la politica, con la p minuscola, pagherà.
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