Il presidente dell’Inps Pasquale Tridico ha ricevuto un considerevole aumento di stipendio con effetto retroattivo passando da 62mila euro all’anno a 150mila. Il caso è stato svelato dal quotidiano La Repubblica e poi ripreso da agenzie e giornali.

L’aumento di stipendio è stato previsto da un decreto interministeriale del 7 agosto dal ministro del Lavoro Nunzia Catalfo firmato con il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri. Nello stesso decreto lo stipendio di 150mila euro all’anno è attribuito anche al presidente dell’Inail; 40mila euro all’anno sono stati invece assegnati ai vicepresidenti dei due Istituti (60mila in caso di deleghe). I consiglieri di amministrazione di Inps e Inail, invece, hanno un emolumento di 23mila euro ciascuno. L’aumento ha effetto retroattivo, “con decorrenza dalla data di nomina del Presidente, del Vice Presidente e dei consiglieri di amministrazione Inps e di Inail”.

La notizia ha scatenato critiche e appelli alle dimissioni nel giro di poche ore da parte dell’opposizione. “Inps, non ho parole. Invece di aumentarsi lo stipendio, prima paghi la cassa integrazione alle centinaia di migliaia di lavoratori che la aspettano da mesi, poi chieda scusa e si dimetta”, ha scritto su Facebook il leader leghista Matteo Salvini. “Non bastavano i disastri compiuti durante il lockdown, adesso il governo attraverso una decisione del ministro Catalfo ha deciso che il presidente Tridico deve essere addirittura premiato con un aumento di stipendio fino a 150.000 euro e addirittura retroattivo, il che comporterà un esborso per lo Stato di circa 100.000 euro. È assurdo e tutto questo mentre gli italiani continuano a non ricevere la cassa integrazione e le famiglie sono piegate da una crisi che il governo è incapace a fronteggiare”, ha dichiarato il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia, Luca Ciriani.

LA SMENTITA DELL’INPS – “La Direzione Risorse Umane dell’Inps comunica che non ha corrisposto al Presidente Tridico compensi arretrati in seguito all’emanazione del Decreto del 7 agosto 2020 e, in ogni caso, gli Uffici dell’Istituto non hanno mai previsto l’erogazione di un compenso arretrato al Presidente per il periodo che va da maggio 2019 al 15 aprile 2020”. Lo scrive l’istituto in una nota aggiungendo che “pertanto la notizia apparsa sul quotidiano La Repubblica su un compenso arretrato al presidente pari a 100mila euro è priva di ogni fondamento”.

“Il decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze 7 agosto 2020 – afferma l’Inps – a seguito della ricostituzione del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto, ha fissato la misura dei compensi nei confronti del Presidente, del Vice Presidente e dei Consiglieri di Amministrazione”. Emolumenti che sono fissati per il Presidente a 150.000 euro, per il Vicepresidente a 40.000 euro elevabili a 60.000 in caso di deleghe e per i consiglieri di amministrazione in 23.000 euro. “Nel rispetto della normativa vigente – conclude – la decorrenza dei predetti compensi è fissata a partire dall’effettivo esercizio della funzione, ossia dal 15 aprile 2020, data di insediamento del consiglio di amministrazione. Detta regola vale anche per il Presidente dell’Istituto, Pasquale Tridico, “ancorché abbia svolto la funzione di Presidente dell’Istituto già da maggio 2019. Difatti, anche per il Presidente la nuova misura dei compensi stabilita dal citato decreto interministeriale decorre dall’assunzione della carica di Presidente del ricostituito consiglio di amministrazione”. La Vice Presidente, Maria Luisa Gnecchi, “in quanto percettrice di un trattamento pensionistico obbligatorio, svolge l’incarico a titolo gratuito”, aggiunge l’Istituto. A titolo gratuito è svolto anche l’incarico di consigliere di Rosario De Luca, “che ha rinunciato ai relativi compensi”.