Conto alla rovescia bloccato sul più bello. Niente da fare per il lancio del missile italiano Vega. Tutto rinviato a domani: alle 3:51 di lunedì 29 giugno. È il terzo stop in 10 giorni per via delle condizioni meteo non favorevoli. A Kourou, nella Guyana Francese, rovesci e schiarite e venti forti e l’umidità tropicale al 90% hanno fatto saltare l’operazione.

Vega è “uno strumento a supporto della new space economy”, ha detto il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Giorgio Saccoccia.

Al lancio ha partecipato lo stabilimento fantascientifico dell’Avio di Colleferro, a 80 chilometri a sud di Roma, dove è stato costruito il razzo. Il missile è la via autonoma dell’Italia allo spazio. Leonardo detiene intanto il 28% dell’azienda quotata in Borsa e affidata all’ad Giulio Ranzo. Il missile porterà per la prima volta 53 diversi satelliti in orbita. Dei 13 Paesi che hanno affidato al razzo i mini satelliti sono 8 gli Europei.

L’Italia, con Israele, porta in orbita – scrive Il Messaggero – gli esperimenti Argtm, dell’Università Federico II di Napoli che studierà gli effetti della microgravità sulla resistenza dei batteri agli antibiotici; Mambo, dell’Università di Roma Tre, per valutare il rilascio dei farmaci nell’organismo in condizioni di microgravità; Spacelys, dell’Università di Bologna, per valutare gli effetti della microgravità su una proteina legata al sistema immunitario; Nogquad, dell’Università di Tor Vergata, per lo studio dell’espressione dei geni e la comparsa di malattie, come sclerosi laterale amiotrofica o la sindrome dell’X fragile.

Redazione