Una vendetta arrivata con anni di ritardo per Clemente Russo, il pugile di Marcianise (Caserta) due volte campione del mondo dei dilettanti e vicecampione olimpico a Pechino 2008 e a Londra 2012. Il Comitato Olimpico Internazionale ha infatti bocciato il lavoro di tutto il pacchetto dei giudici della boxe alle Olimpiadi di Rio 2016, con i 36 arbitri che non verranno riconfermati per Tokyo 2020 in virtù, scrive la Bbc, del “numero di decisioni controverse prese durante il torneo di boxe olimpico”.

Uno dei casi più incredibile fu proprio quello del pugile campano, che perse il match di quarti difinale contro il russo Tishchenko con un verdetto unanime (30-27, 29-28, 30-27) definito all’epoca dalla Gazzetta dello Sport “scandaloso, che riporta ai tempi bui di quando tutto era già stato scritto”. Lo stesso ‘Tatanka’, come viene chiamato Russo, commentò così il risultato: “Anche chi non ne capisce nulla di pugilato, ha visto che avevo vinto”. Una sconfitta amarissima per il pugile, che in caso di vittoria era già certo di andare a medaglia.

Per le prossime Olimpiadi di Tokyo arbitri e giudici saranno scelti da una squadra di ufficiali di gara certificati dalla AIBA, selezionati per assicurare criteri di giudizio coerenti