Il progetto ideato da Geannette Raimo
Wedding Machine, a Roma spopola la macchina dell’amore
Una macchina che non distribuisce snack, bevande o prodotti di consumo, ma emozioni. È questa la filosofia della Wedding Machine, il progetto ideato da Geannette Raimo, 26 anni, che insieme al suo compagno ha dato vita a un’esperienza capace di incuriosire il pubblico e attirare l’attenzione dei grandi media nazionali. Un’idea nata quasi per gioco e che nel giro di poche settimane è diventata un piccolo fenomeno mediatico, tanto da approdare sulle pagine de Il Messaggero e de La Repubblica, fino ad arrivare a Radio Italia e su Rai Uno, nel programma “La Volta Buona“. L’idea è nata alcuni mesi fa. Un’intuizione semplice, quasi una provocazione, che però con il passare del tempo ha iniziato a prendere forma fino a trasformarsi in un vero progetto imprenditoriale. “Mi sono inventata questa macchina qualche mese fa e piano piano io e il mio compagno abbiamo iniziato a crederci davvero“, racconta Geannette. Da quel momento è iniziato un percorso fatto di ricerca, sacrifici e tanta determinazione.
La Wedding Machine si presenta come un elegante totem interattivo dotato di uno schermo touch che accompagna le persone in un percorso emozionale. Gli utenti inseriscono i loro nomi, seguono le indicazioni del sistema e arrivano al momento più atteso: il simbolico “Sì, lo voglio“. Il percorso si conclude con la consegna di un certificato personalizzato e di una scatolina contenente degli anelli regolabili che le persone possono scambiarsi. Ma la vera forza della Wedding Machine non è nella tecnologia utilizzata. È nell’emozione che riesce a creare. “Non pensavamo assolutamente di avere tutto questo entusiasmo attorno alla macchina. Pensavamo che le persone venissero soprattutto per divertirsi e invece ci siamo trovati davanti a storie che ci hanno profondamente colpito“. Tra le tante persone che hanno vissuto questa esperienza c’è stata anche una ragazza che si è presentata con un vestito bianco e un velo, quasi come se stesse vivendo un vero giorno di nozze. Ma il momento che più ha colpito la giovane ideatrice è stato l’incontro con alcune coppie che le hanno raccontato di non avere la possibilità di sposarsi realmente. “Mi hanno detto che sapevano benissimo che si trattava di un gioco, ma che grazie alla macchina avevano potuto comunque provare quell’emozione. Quando l’ho sentito ho avuto i brividi sulle braccia“.
Naturalmente c’è anche chi vive la Wedding Machine in maniera più leggera e ironica. C’è chi sceglie di “sposare” un amico, un’amica o una persona qualsiasi. C’è chi utilizza l’esperienza per fare una simpatica provocazione e chi invece la trasforma in un modo originale per dichiararsi alla persona amata. Ed è proprio questa doppia anima, romantica e divertente allo stesso tempo, a rappresentare uno dei segreti del successo del progetto. Il primo esperimento è stato realizzato a Ponte Milvio, uno dei luoghi più romantici della Capitale. La Wedding Machine è stata installata all’interno del Love Bar, locale che ha subito creduto nell’originalità dell’iniziativa. A rendere ancora più coinvolgente l’esperienza è stato il gestore dell’attività, Karim Clementi, che ha deciso di entrare pienamente nello spirito del progetto indossando un abito da prete e officiando simbolicamente i matrimoni. Per l’occasione è stato organizzato un vero e proprio “Wedding Day“, trasformando per un giorno il locale in una piccola cappella in perfetto stile Las Vegas. Alla “sposa” veniva consegnato un bouquet di fiori, le coppie potevano brindare insieme e ricevevano una fotografia ricordo stampata e consegnata immediatamente, da portare con sé come testimonianza di un momento speciale. Un’esperienza semplice ma al tempo stesso unica, capace di regalare alle persone un ricordo tangibile e un’emozione autentica.
Il successo è stato immediato. In poche settimane la Wedding Machine è finita sui principali quotidiani nazionali, ha attirato l’attenzione di radio e televisioni e ha generato un vero e proprio effetto domino mediatico. Un risultato ancora più sorprendente se si considera che dietro il progetto non ci sono investitori, finanziatori o grandi aziende. “Siamo soltanto io e il mio compagno“, racconta Geannette. “Non abbiamo consulenti e non abbiamo nessuno che ci aiuta. Abbiamo fatto tutto da soli“. Persino l’arrivo al Love Bar di Ponte Milvio è stato frutto di un lavoro artigianale. “Siamo venuti qui e abbiamo fatto porta a porta nei locali della zona, cercando qualcuno che credesse nella nostra idea“. Anche dal punto di vista imprenditoriale si tratta di un’avventura completamente nuova. “Io non sapevo nulla di questo mondo. Sto imparando tutto giorno dopo giorno, dalla gestione di una società fino alle dinamiche della comunicazione e dell’organizzazione“. Una sincerità che rende ancora più affascinante il percorso di questa giovane imprenditrice. La macchina stessa è stata realizzata su misura da un’azienda specializzata nella produzione di totem e sistemi interattivi. Non si tratta di un prodotto già esistente, ma di una struttura costruita appositamente per dare forma a un’idea che fino a pochi mesi fa esisteva soltanto nella mente dei suoi ideatori.
E il futuro sembra già essere iniziato. Le richieste arrivano da tutta Italia. Dalla Liguria alla Sicilia, passando per amministratori locali, titolari di attività commerciali e gestori di locali interessati a ospitare la Wedding Machine nelle loro città. Tanto che la coppia ha già deciso di mettere in produzione una seconda macchina e sta valutando la possibilità di sviluppare un vero e proprio format itinerante. Tra i sogni nel cassetto c’è soprattutto Napoli. Geannette Raimo immagina la sua Wedding Machine installata di fronte al Golfo di Napoli, in uno dei luoghi più iconici e romantici d’Italia. Per l’ideatrice, il lungomare partenopeo rappresenta uno dei luoghi simbolo per dichiarare il proprio amore, uno scenario capace di rendere ancora più suggestiva l’esperienza del matrimonio simbolico. L’idea di vedere coppie pronunciare il loro “Sì, lo voglio” con il Vesuvio sullo sfondo e il mare di Napoli davanti agli occhi rappresenta oggi uno dei desideri più grandi per il futuro del progetto. E non mancano le idee per i prossimi sviluppi. L’obiettivo è quello di rendere l’esperienza sempre più interattiva, introducendo nuove funzionalità, giochi dedicati alle coppie e iniziative legate al mondo delle relazioni contemporanee. Perché la Wedding Machine non vuole essere soltanto una curiosità del momento, ma un’esperienza capace di evolversi e di continuare a sorprendere. In fondo il segreto del suo successo è proprio questo: aver compreso che, nell’epoca dei social network e delle relazioni sempre più digitali, le persone continuano ad avere bisogno di emozionarsi, di vivere momenti simbolici e di creare ricordi da conservare nel tempo. E a volte bastano un totem, un bouquet di fiori, una fotografia stampata sul momento e un simbolico “Sì, lo voglio” per regalare un’emozione che va ben oltre il semplice gioco e trasformare, anche solo per qualche minuto, un sogno romantico in realtà.
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