La legge sull’omicidio stradale (la 41/2016) non ha ridotto la mortalità. I dati sui primi tre anni di applicazione parlano chiaro. Nel 2018 gli incidenti con lesioni a persone sulle strade italiane sono stati infatti 172.553, appena l’1 per cento in meno del 2015, mentre quelli mortali sono calati solo del 4,6%, scendendo da 3.236 a 3.086. Per di più si scopre persino che nel 2017 gli incidenti erano aumentati rispetto al 2015. Tutto secondo le previsioni, del resto. Se da una parte gli inasprimenti sulle normali sanzioni non incidono perché è molto difficile incappare in controlli, dall’altra va considerato anche che a oggi non esistono per ovvie ragioni dati precisi su quanti, tra gli automobilisti, omettono di intervenire dopo un incidente o di dare soccorso. Nel resto del mondo, non va diversamente. Anche se l’Unione europea ha da vent’anni l’obiettivo di dimezzare di decennio in decennio la mortalità stradale, l’obiettivo resta molto lontano un po’ ovunque. L’Italia, con il calo dei morti del 42% nel periodo 2001-2010 e del 19% tra il 2011 e il 2018 è in linea con le medie europee. Nel frattempo si sono aggiunti fattori in grado di peggiorare i risultati. Primo fra tutti l’uso degli smartphone.