Una mostra pazzesca. Da lasciare i visitatori a bocca aperta. Mercoledì 12 maggio dalle 16 alle 21 al Mo.C.A. Studio Gallery di Roma  alla mostra bi-personale di Yuriko Damiani e Giusy Lauriola  “AMABIE アマビエ. La magica profezia dello Yokai”.  Realizzata in collaborazione con la Fondazione Italia Giappone e il patrocinio dell’Istituto Giapponese di Cultura,  a cura di Manuela De Leonardis. Le due artiste si sono ispirate a un’antica leggenda giapponese tornata in auge in seguito alla terribile pandemia che ha colpito il mondo intero.  La storia narra dell’avvistamento da parte di un ufficiale di Amabie, uno spirito Yokai. Amabie fece una premonizione: sei anni di raccolto abbondante seguito da un periodo di pandemia, aggiungendo che chiunque avesse visto il suo ritratto si sarebbe salvato. Quale messaggio migliore in questo periodo!

“Dove la scienza non riesce, arriva la magia di lontane tradizioni. Quel flusso di energia positiva che come polvere di stelle fa svanire le nostre paure”, affermano all’unisono le artiste Yuriko Damiani e Giusy Lauriola che, affascinate dalla creatura soprannaturale di Amabie, offrono una personale interpretazione dando vita ad un dialogo creativo.   Partendo da linguaggi e materiali diversi – Damiani dipinge su porcellana, mentre Lauriola sperimenta una tecnica che combina colori acrilici, resina e bitume – le artiste hanno operato una sintesi narrativa che si sviluppa attraverso la stilizzazione e la riduzione degli elementi formali.  Tracce visibili di una lettura trasversale del racconto di Amabie anche gli omamori con l’immagine di Amabie che le due artiste realizzano insieme per farne dono al pubblico. Talismani d’artista per sottolineare l’aspetto taumaturgico dell’arte in una visione che dalla sfera individuale si rispecchia in quella universale.

Giornalista professionista. Romano Doc classe '78. Roma nel cuore. Per 20 anni alla guida della Cronaca di Roma di Leggo. L'esordio con Il Messaggero di Pietro Calabrese. Una passione per le notizie. Odia le biografie e crede nei sogni. Specialmente quelli difficili da realizzare.