Una condanna a 12 anni di carcere, dieci in meno rispetto a quanto chiesto dai pm Pannone e Di Vico. Si è concluso così il processo di primo grado presso il tribunale di Santa Maria Capua Vetere nei confronti di don Michele Barone, l’ex prete del Tempio di Casapesenna accusato di lesioni nei confronti di una 13enne di Maddaloni e di violenza sessuale su altre due fedeli. L’ex sacerdote, ridotto allo stato laicale dal Vaticano, è stato assolto da quest’ultima accusa.

Nel processo erano imputati anche i genitori della 13enne, 4 anni e 5 mesi per il padre e 4 anni per la madre (erano stati richieste condanne rispettivamente a 8 e 7 anni), mentre il poliziotto Luigi Schettino, dirigente del commissariato di polizia di Maddaloni, è stato assolto perché “il fatto non sussiste” (era stata richiesta una condanna a 5 anni, ndr). Per i giudici sammaritani Schettino infatti non ostacolò la sorella maggiore della 13enne dal denunciare don Barone.

Le accuse per il prete del Tempio di Casapesenna erano gravissime: l’ex sacerdote avrebbe schiaffeggiato e picchiato la 13enne durante riti esorcisti ai quali assistevano anche i genitori della ragazzina, provocandole anche una lesione permanente ad un orecchio. A porre fine alle violenze è stata la denuncia della sorella maggiore della vittima, che ha presentato un esposto contenente prove dei soprusi. Don Barone venne quindi arrestato nel giorno di San Valentino del 2018, fermato dagli agenti della Squadra mobile dall’aeroporto di Capodichino a Napoli, di rientro con i suoi fedeli da un pellegrinaggio in Polonia, a Cracovia.