All’alba si era trovato i militari della Guardia di Finanza a casa per notificargli un provvedimento di arresto da parte del Gip di Palermo per l’accusa di corruzione. Marcello Miraglia, 61 anni, funzionario della Polizia provinciale della Città metropolitana di Palermo, non ha retto all’onta.

Durante le normali operazioni di notifica, avvenute nell’appartamento a Bagheria di Miraglia, l’uomo ha chiesto di poter andare in bagno dove è stato accompagnato da un maresciallo. In pochi secondi, Miraglia ha aperto la finestra e si è lanciato nel vuoto, morendo praticamente sul colpo.

Inutile anche il disperato tentativo di un agente di fermare Miraglia: il militare ha provato a bloccarlo, procurandosi una ferita alla mano.

Il funzionario della Polizia provinciale era rimasto coinvolto in una inchiesta per corruzione, coordinata dalla procura di Termini Imerese, in cui erano indagate altre nove persone: al vaglio dell’indagine un presunto sistema di mazzette da parte di imprenditori, in soldi o regali, nei confronti di funzionari complici per ottenere il rinnovo di autorizzazione ambientali.

Miraglia, scrive Repubblica, era uno dei funzionari più conosciuti della Città Metropolitana di Palermo, rivestiva da anni la qualifica di istruttore specialista tecnico del Servizio rifiuti urbani e tributo speciale, un ufficio strategico per i controlli in materia ambientale.

La procura di Termini Imerese ha già disposto la restituzione della salma alla famiglia per poter svolgere il funerale.

Napoletano, classe 1987, laureato in Lettere: vive di politica e basket.