Era diventata una vera e propria star dei social, con le sue foto diventate virali. Immortalato mentre beveva a una fontanina, o mentre si trovava alla stazione dei treni di Roccaraso, o mentre girava per le vie dello shopping alla ricerca di cibo, rovistando nei cassonetti o addirittura in una pasticceria. E ancora: mentre giocava con un cane a pochi passi dalla padrona oppure quando fece ‘visita’ al ristorante dello chef stellato Niko Romito, a Castel di Sangro. “Entusiasta” e “onorato” per la visita del giovane orso commentò il popolare cuoco.

Juan Carrito, l’orso marsicano simbolo dell’Abruzzo, non c’è più. E’ morto nel tardo pomeriggio di lunedì 23 gennaio dopo essere stato travolto da un’auto lungo la statele 17 nel territorio di Castel di Sangro e Roccaraso, in provincia de L’Aquila. Pesava 150 chili ma il forte impatto non gli ha lasciato scampo.

Il suo corpo è stato trasferito all’Istituto Zooprofilattico di Isernia per l’autopsia. Le sue apparizioni pubbliche erano diventante una consuetudine. Si spostava tranquillamente nei piccoli comuni che attraversano il Parco Nazionale dell’Abruzzo.

Per evitare le sue incursioni nei mesi scorsi era stato necessario allontanarlo, far sì che tornasse sulle montagne del Parco. Ma dopo varie battute delle guardie del Parco impegnate a trovarlo sulle montagne di Roccaraso e 394 turni di controllo, fu catturato e portato nei boschi della Maiella che non conosceva, tra i suoi simili. Intorno al collo, per non perderne le tracce ed essere sicuri di rintracciarlo, aveva un collare con un gps.

Ma dopo poche settimane, Juan Carrito è nuovamente tornato a Roccaraso. L’ultimo avvistamento risale alla giornata di domenica 22 gennaio sui campi da sci dell’Aremogna. Poi nello scorso ore lo schianto fatale con la giovane donna alla guida dell’auto, una Golf Bianca, rimasta sotto choc. Quest’ultima è rimasta illesa mentre la sua auto ha riportato ingenti danni. Sul posto sono intervenuti i carabinieri che hanno allertato invano i veterinari. Al loro arrivo, Juan Carrito, era già morto. Sul posto anche la polizia e i forestali.

Dopo l’impatto, l’orso marsicano era rimasto inerme. Poi, a causa delle gravi ferite, è deceduto. “Sono sconvolto – dice ad Adnkronos Luciano Sammarone, direttore del Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise – è come se fosse scomparso un familiare. In un tratto – dice il direttore – dove c’erano le recinzioni e tutto quanto serve per la protezione di questi animali. Stavamo lavorando per lui, fino a poco fa”.

“Ho appreso con grande dolore la notizia dell’investimento mortale di Juan Carrito – scrive Marco Marsilio, presidente della Regione -, l’orso marsicano più famoso e amato d’Abruzzo, avvenuto sulla statale 17 all’altezza di Castel di Sangro. L’orso è stato investito da un residente del luogo, il presidente della provincia e sindaco di Castel di Sangro, Angelo Caruso, mi ha informato dell’evento, inviandomi dei video in cui si vedeva l’orso pesantemente colpito. La sua perdita rattrista non solo l’Abruzzo ma il mondo intero che ha scoperto l’Abruzzo e la bellezza degli orsi attraverso i numerosi video che lo ritraevano sin da cucciolo con i suoi fratelli e l’orsa Amarena”.

 

Redazione