Un giovane di 26 anni viaggiava senza biglietto su un bus a Rimini alla richiesta di esibire il titolo di viaggio da parte di due donne controllori, si è avventato contro di loro con un coltello ferendo altre tre persone compreso un bambino di sei anni con un fendente alla giugulare. Arrivato in Europa da alcuni anni, era stato in altri Paesi prima di arrivare in Italia dove aveva presentato domanda per lo status di rifugiato. Sarebbe esclusa la pista terroristica.

Erano da poco passate le 19 di sabato 11 settembre quando le due ispettrici addette della ditta Holacheck che fornisce il servizio di controlli sui bus per Start, l’azienda che gestisce il trasporto pubblico di tutta la Romagna che stavano lavorando sulla linea 11, hanno chiesto al ventiseienne di origini somale di mostrare il titolo di viaggio timbrato. Il giovane avrebbe fornito le sue generalità prima di sfilare dal suo zaino una scatola di posate da dove avrebbe preso il coltello con cui ha poi aggredito le due ispettrici urlando frasi sconnesse e ferendone una al collo e l’altra alla spalla, L’autista del bus ha a quel punto aperto la porta consentendo la fuga dell’uomo che nel tragitto ha ferito altre tre persone tra cui il bambino.

L’autista del bus ha quindi fermato la corsa proprio mentre l’aggressore era in fuga senza riuscire a fermarlo. Il ventiseienne ha poi tentato di aggredire altri conducenti prima di raggiungere la corsia preferenziale del Metromare. In pochi minuti la Polizia ha avviato le ricerche passando al setaccio, strade, hotel e autobus in servizio prima di catturarlo poco dopo le otto in Via Pascoli, a qualche chilometro dall’accaduto. Durante la fuga l’uomo ha accoltellato una terza donna dichiarata fuori pericolo e il bimbo nei pressi di un hotel del lungomare.

Il piccolo è stato colpito al collo e si trova nell’ospedale Bufalini di Cesena dove nella notte tra sabato e domenica è stato operato. Il bimbo di origine bengalese è ancora in gravi condizioni, ma l’operazione è riuscita, fanno sapere dall’ospedale, è stato trasferito in rianimazione e sarebbe ora fuori pericolo. Quello di domani sarebbe stato il suo primo giorno di scuola elementare.

Già in Europa da tempo, l’uomo era stato in altri Paesi prima di arrivare in Italia. Qualche mese fa aveva presentato domanda per lo status di rifugiato. Chi lo conosce, a quanto si apprende, lo descrive come un uomo dalla personalità violenta e aggressiva. Sulla base della sua reazione “probabilmente era sotto l’effetto massiccio di sostanze stupefacenti” afferma Jamil Sadegholvaad, assessore comunale di Rimini in un post su Facebook. “Una storia di integrazione neppure cominciata”, sottolinea.

Il giovane era ospite di una struttura della Croce Rossa della Riviera Romagnola. Gli inquirenti stanno indagando per ricostruire i contorni e le ragioni del gesto. Sembrerebbe esclusa la pista terroristica: l’uomo non ha precedenti specifici e non sarebbe riconducibile ad ambienti terroristici o estremistici.

 

Riccardo Annibali