La kermesse di Italia Viva a Firenze
Al via la Leopolda, De Luca con Renzi ma Onorato slitta a sinistra
Approvate le questioni pregiudiziali della legge elettorale, i centristi scoprono di avere un problemino chiamato firme. E il centro diventerebbe quello delle città, il corso centrale di borghi e paesi dove andrebbero fatti i banchetti per raccogliere le firme. Chi non è in Parlamento con la nuova legge dovranno raccoglierne ben 6000 firme a collegio per un totale di circa 300mila, una cifra enorme. Tra i centristi solo Casa Riformista di Matteo Renzi non avrà bisogno di raccoglierle perchè ha già gruppi parlamentari. Le altre formazioni dell’area – da Più Europa con Riccardo Magi, a Progetto Civico fino alle esperienze di Ernesto Ruffini e Vincenzo Spadafora – potrebbero attendere l’esito dei ricorsi alla Consulta. Sarebbero esentate dalla raccolta se si presentassero in un’unica lista con Casa Riformista. Ma al momento un accordo politico di questo tipo non c’è.
Matteo Renzi inaugura la Leopolda a Firenze. La tradizionale kermesse di Italia Viva, una fucina di personalità, idee e spunti non raramente diventati anche iniziative di legge, torna ad essere l’appuntamento centrale per una parte della politica. Quella che, nella comunità riformista, da questa edizione guarda al progetto entrista nel centrosinistra. Ma è il peso di Enzo De Luca, autentico mattatore, a contrassegnare questa quattordicesima edizione. Metterlo come primo intervento, come vessillifero sul palco, non è un gesto mal calcolato. È un segnale chiaro. Italia Viva, che oltre al nome assume il cognome di Casa Riformista, deve crescere. Sfondare il tetto del 2% a cui è ormai cementata dagli esordi, sette anni fa. E nessuno come De Luca può contribuire a sfondare il tetto. L’autore del pamphlet “Nonostante il PD” – oggi sindaco di Salerno – è il caterpillar che non le manda a dire. Che fa sorridere e riflettere, al di là degli schieramenti e delle appartenenze, e miete simpatie trasversali. Le frecciate di De Luca, alcune delle quali da antologia, ricevono numeri di like impressionanti sui social. Quale sarà il ruolo di De Luca, con Casa Riformista, nel prossimo futuro? Lo scopriremo presto. Chissà se intanto dedicherà qualcuno dei suoi leggendari strali anche al giovane leader del Pci. Che non è il Partito Comunista Italiano, benché tra i suoi ispiratori ci siano alcuni tra i nostalgici di quel partito, ma più modestamente il Progetto Civico Italia.
Alessandro Onorato, in asse con Goffredo Bettini, dice di voler dare vita a un partito di centro. La “quarta gamba” del centrosinistra. E prova a farlo a prescindere dai fondamentali del centrismo italiano: è contrario, come Bettini, al riarmo, all’aumento delle spese Nato, ad aumentare gli aiuti militari all’Ucraina. Come se “aderire al centro” equivalesse ad iscriversi a un centro, sì, ma sportivo. L’iscrizione in palestra. Tanto che per lanciare il suo Progetto civico al centro, non si è fatto scrupoli di siglare l’associazione con Controcorrente del siciliano Ismaele La Vardera. A Controcorrente aveva aderito Antonio Ingroia, che così si trova associato ai centristi di Onorato. Peccato che alle elezioni politiche del 2013 Ingroia si era collocato alla sinistra del PD ed aveva capeggiato un movimento composto da Rifondazione Comunista, Partito dei Comunisti Italiani, Italia dei Valori, Verdi e Movimento Arancione di Luigi de Magistris. Se sono questi i centristi, viene da chiedersi chi è la sinistra. Sinistra che peraltro, i suoi problemi li ha. L’inscindibile duo Bonelli-Fratoianni rischia di scindersi. Con il primo che resiste, refrattario all’idea di concorrere alle primarie, e il secondo che fa saggiamente notare che se il centrosinistra fa le primarie, con diversi leader tra i candidati (perfino l’outsider Paolo Ruffini, con la sua +Uno) allora ci deve essere anche Verdi-Sinistra. Dei due pari grado non può candidarsi nessuno? Chiedano consiglio a Speranza, saprà indicare un neodiciottenne o un anziano partigiano pronto ancora a combattere.
© Riproduzione riservata






