Che fine ha fatto Alessandro Zaniboni? I familiari dell’ingegnere 55enne di Grado, scomparso il 23 luglio scorso nel Supramonte di Baunei, in provincia di Nuoro, non si danno pace. Nessuno di loro crede infatti che Alessandro si sia ucciso.

Dopo la scomparsa erano scattate immediatamente le ricerche, interrotte il 6 agosto, dopo due settimane senza risultati: anche la Procura di Lanusei ha accantonato il fascicolo aperto sulla vicenda, non essendoci per i magistrati elementi che possano far ipotizzare un reato.

Ma per i familiari il quadro non torna. “Abbiamo pensato anche che se ne sia voluto andare per sempre, però non aveva motivo. Aveva iniziato a lavorare solo da 18 giorni con un contratto a termine di un anno e mezzo, lo stipendio era ottimo e si era innamorato di quei luoghi, ci mandava le foto”, spiegano i familiari che lanciano un appello dalle pagine de Il Messaggero.

La richiesta alle autorità è di far ripartire le ricerche e le indagini: il giorno della scomparsa l’auto di Zaniboni venne trovata a una decina di chilometri dalla sua abitazione, ma di lui nessuna traccia. Dalla sua casa di Girasole il 55enne, che lavorava alle piattaforme petrolifere della Saipem, si era allontanato in quella domenica di fine luglio probabilmente per una escursione, anche se nell’abitazione aveva lasciato le attrezzature per il trekking.

L’auto quindi era stata ritrovata alcuni giorni dopo a Lotzorai, un paese poco distante, vicino un sentiero impervio. La macchina delle ricerche ha battuto a lungo la zona esplorando con gli specialisti del club alpino e tre elicotteri grotte e canaloni, senza trovarne traccia.

Quando sono arrivato al campo base delle ricerche sei giorni dopo la sua scomparsa – racconta il fratello Gianluca – nel punto in cui hanno trovato la macchina, c’erano più di trenta persone, un impegno che mi ha commosso. Eppure niente, Alessandro è come svanito nel nulla, è come se fosse stato inghiottito dalla montagna. Forse aveva identificato una grotta che voleva visitare ed è finito in un buco, la zona è piena di foibe”.

Ci hanno suggerito di andare a Chi l’ha visto, come ha fatto la famiglia di un uomo svanito a pochi chilometri di distanza, ma che senso ha?”, aggiunge ancora il fratello, che spera in una svolta nelle ricerche.

Napoletano, classe 1987, laureato in Lettere: vive di politica e basket.